
"Disarmisti Esigenti": per la denuclearizzazione, per la “giusta” società della Pace attraverso il disarmo unilaterale e la nonviolenza poietica, per una "Terrestrità" consapevole e responsabile. Riconosciuti come membri ufficiali ICAN, sono presenti alle conferenze ONU, seguendo direttamente, in particolare, quelle del "percorso umanitario" che ha portato al Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW).
I "Disarmisti Esigenti" sono un progetto politico, di ispirazione antimilitarista e nonviolenta, nato nel 2014, promotrice la Lega per il disarmo unilaterale, fondata dallo scrittore Carlo Cassola, che unisce organizzazioni e attivisti per la pace e il disarmo, con l'obiettivo prioritario della denuclearizzazione a livello nazionale e internazionale. Ispirati dall'appello di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, diffuso in Italia da Mario Agostinelli, Luigi Mosca e Alfonso Navarra, il loro impegno principale è radicare sì in Italia la Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari (ICAN), ma con un respiro internazionale, promuovendo la transizione dalla proibizione giuridica della “deterrenza” alla sua eliminazione fisica. Partiamo dalla angosciosa consapevolezza, già coltivata da Carlo Cassola, che la minaccia nucleare, alimentata dalla "tecnologia della potenza" che ne è alla base, nell'agone geopolitico tra Stati illimitatamente sovrani l'un contro gli altri armati, si erge come la più acuta e pressante tra tutte le sfide che l'umanità deve affrontare. È un pericolo esistenziale che, a differenza di altre emergenze (come il riscaldamento climatico, la perdita di biodiversità, le pandemie, la finanziarizzazione generatrice di diseguaglianze e di warfare, le oppressioni e le discriminazioni di genere, di razza, di etnie, di religioni, l'autoritarismo cognitivo della Tecnoscienza), ha il potenziale di annientare la civiltà umana e gran parte della vita sul pianeta in un battito di ciglia.
Il movimento, in questa partita per la vita e per la morte, si impegna per una convergenza tra pacifismo nonviolento, ecologismo, femminismo e lotte per i diritti e la giustizia sociale, considerando gli ordigni nucleari anche "armi di distruzione climatica".
PRIMA LE PERSONE, PRIMA L'UMANITA', PRIMA LA TERRA!
Essi propongono di rafforzare il quadro giuridico che riconosca l'Umanità come soggetto di diritti preminenti rispetto alla sovranità degli Stati, basandosi sul concetto di "terrestrità": l'idea che l'umanità è un'unica entità che appartiene organicamente alla Terra, un sistema vivente interconnesso.
LA TERRA NON E' DI PROPRIETA' DEGLI ESSERI UMANI, SONO GLI ESSERI UMANI CHE APPARTENGONO ALLA TERRA!
La metafora della "foresta", riferita a "Madre Natura", di cui siamo "foglie sugli alberi", antica come i popoli originari, ma su nuove basi scientifiche, avrebbe da sostituire quella della "casa comune". Considerare ancora il Pianeta come un edificio che abitiamo suggerisce una certa distanza, un rapporto di proprietà o di uso strumentale. La nostra nuova visione è più realistica, profonda e integrata: 1) con la interconnessione organica che fa di noi non solo abitanti che condividono uno spazio, ma elementi costitutivi di un unico organismo planetario; 2) con la dipendenza reciproca e l'idea di vita collettiva che ci spinge a ricercare una cooperazione che supera le logiche di esclusione e di sovranità esclusiva; 3) con l'immagine evocativa che, paragonandoci alle "foglie degli alberi", enfatizza la nostra importanza individuale e collettiva all'interno del sistema Terra, pur riconoscendo che la nostra esistenza è inseparabile da quello del sistema stesso; 4) con le responsabilità, inerenti la salute da salvaguardare dell'unico ecosistema vivente, che derivano da questa comprensione olistica, ancorata al paradigma della complessità, al primato della "nascita" sulla morte", alla spinta vitale contro l'entropia.
In sintesi, l'obbligo etico e politico di diventare "custodi della Terra e della Evoluzione naturale" non è imposto dall'esterno, ma una condizione della nostra stessa esistenza. Parallelamente, i "diritti preminenti dell'Umanità" non sono concessioni, ma derivano da questa stessa appartenenza organica. Sono diritti alla vita, alla dignità e allo sviluppo felice (= decrescita dei beni materiali, crescita dei beni relazionali e culturali condivisi) che possono essere garantiti solo se l'intero sistema (la Terra e tutti i suoi abitanti) è sano e in equilibrio.
Nel 2018, i Disarmisti Esigenti hanno, insieme ad altre organizzazioni, promosso il Coordinamento italiano per ICAN al fine di sostenere la ratifica del Trattato di proibizione delle armi nucleari. La loro azione si basa sulla nonviolenza "poietica" (concreta e creativa più che "pragmatica"!) e sul metodo del disarmo unilaterale, un approccio che mira a trasformare, innovativamente ma con i piedi ben piantati per terra (quindi perseguendo i “bei compromessi” - alla Gandhi), le relazioni umane e a creare nuove realtà positive nella società.
Sono affiliati, per il tramite della Lega Obiettori di Coscienza – LOC, alla War Resisters International (WRI), condividendo la convinzione che "la guerra, qualunque guerra, è un crimine contro l'umanità".
In un'ottica olistica, come si è accennato, i Disarmisti Esigenti connettono la minaccia nucleare con le crisi ecologico-climatiche e le disuguaglianze sociali. Hanno partecipato di persona, con i loro esponenti, al percorso umanitario che è sfociato nel Trattato di proibizione delle armi nucleari (adottato nel 2017), ed ora prosegue con i meeting degli Stati parti (il terzo si è svolto a New York nel marzo 2025), alle Conferenze delle Parti (COP) sul clima, ai tentativi di creare movimenti politici per colmare il baratro di rappresentatività tra popolo e istituzioni usurpate dalle élites oppressive e culturalmente alienate. Mirano a sviluppare una coscienza biocentrica ed ecocentrica attraverso l'iniziativa politica e sociale e attraverso una Rete per l'Educazione alla Terrestrità.
Al centro della loro visione per un buon futuro, vi è l'"algoretica", concetto inventato dall’appena scomparso e compianto Papa Francesco, la regolamentazione etica dell'intelligenza artificiale (IA). Ritengono che l'IA debba essere guidata da principi di sostenibilità, giustizia e nonviolenza, affinché non diventi un nuovo strumento di "potenza" e controllo, ma un "accompagnamento", da custodi, al dialogo globale e all'evoluzione naturale nella visione della terrestrità.
Tra le loro iniziative concrete, al Terzo meeting del Trattato di proibizione delle armi nucleari a New York (marzo 2025), hanno identificato cinque percorsi strategici per il disarmo effettivo: la sinergia tra Campagna ICAN e Campagna No First Use (NFU), un nuovo processo diplomatico "Helsinki 2", l'opposizione ai nuovi euromissili, la creazione di zone libere da armi nucleari (come il Medio Oriente e il porto di Trieste), e il sostegno a un "Progetto di Costituzione della Terra" per una governance globale basata sull'unità dell'umanità.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare Alfonso Navarra, portavoce/coordinatore all'indirizzo alfiononuke@gmail.com o al numero 340-0736871.
(Per saperne di più vai su CHI SIAMO).
Un organo telematico con il quale collaboriamo strettamente è "IL SOLE DI PARIGI" (il sito gestito da Giuseppe Farinella: www.ilsolediparigi.it)
Da questa pagina si può scaricare il n. 1 della rivista, dedicato in modo particolare alla COP24 svoltasi nel dicembre 2018 a Katowice.
QUI il link per leggere il n. 4 del giugno 2020. In esso è contenuto il saggio di Luigi Mosca: "Il lungo cammino dell'umanità per uscire dalla barbarie". La pagina è anche il tramite per collegarsi agli altri numeri della rivista, via via che vengono prodotti e pubblicati.
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DISARMISTI ESIGENTI: CHI SAREMO
Negli anni a venire speriamo di poter intraprendere con decisione e speditezza il cammino verso la "rivoluzione disarmista ed ecologica" che aveva profetizzato Carlo Cassola, con la Lega per il Disarmo fondata nel 1977 (poi diventata Lega per il Disarmo Unilaterale). Potrebbe essere anche la prima tappa di quella "rivoluzione nonviolenta", auspicata dall'"indignazione" di Stéphane Hessel, e propugnata da Alberto L'Abate, il grande sperimentatore delle ambasciate e dei corpi civili di pace, nostro grande sostenitore, che ci è venuto a mancare nel 2017.
Un nostro impegno fondamentale è quello di lavorare per una convergenza tra i movimenti pacifisti, quelli ecologisti e per la giustizia climatica, quelli contro le disuguaglianze sociali. Ecco perché partecipiamo alla Coalizione per il Clima ed organizziamo "spedizioni" ed interventi alle Conferenze delle Parti che concretizzano il percorso di Parigi contro il riscaldamento globale. Gli ordigni nucleari vanno considerati anche come armi di distruzione climatica, cioè armi capaci di alterare in modo catastrofico l'ambiente naturale.
Riteniamo che vada chiarificato e potenziato il quadro giuridico che riconosca l'Umanità in quanto tale quale soggetto di diritti preminenti rispetto all'autodifesa degli Stati, in modo da porre limitazioni alla loro sovranità assoluta. Questo a partire dal principio di sopravvivenza che può essere assicurato anche ricomprendendo nel patto per salvare il Pianeta quanto sostenuto, in interpretazione convergente ed armonizzata, dalla Carta della Terra, fatta propria dall'UNESCO, e dal progetto di Dichiarazione dei diritti universali dell'Umanità.
Una iniziativa che abbiamo intrapreso nel 2018 è la promozione, insieme ad altri, in particolare con WILPF Italia, e No guerra No NATO, di un Coordinamento italiano per ICAN (vedi appello), volto a creare uno schieramento politico e sociale che sostenga la ratifica in Italia ed in Europa del Trattato di proibizione delle armi nucleari con un approccio non reticente rispetto al ruolo di boicottaggio della NATO e coinvolto nelle lotte di resistenza alle basi, alle strutture e alle servitù militari, unificate nell'obiettivo della denuclearizzazione unilaterale dell'Italia e nell'opposizione alle guerre neocoloniali spacciate per "missioni di pace o umanitarie".
La transizione dalla proibizione giuridica alla totale eliminazione fisica delle armi nucleari, con spirito di nonviolenza "poietica" (il nostro approccio conserva, nella ricerca "pragmatica", concreta, dei "bei compromessi" alla Gandhi, il valore del "rispetto per la vita" e la strategia del trasformare i gruppi umani "nemici" in gruppi umani "amici"), comporta, secondo noi, un impegno per armonizzare e integrare la Campagna ICAN con la Campagna No First Use (NFU).
Siamo antimilitaristi e nonviolenti (abbiamo già accennato all' "esperimento con la verità" che portiamo avanti con la "nonviolenza poietica"!) e, per il tramite di un'altra organizzazione promotrice e partner, la LEGA OBIETTORI DI COSCIENZA (LOC), risultiamo affiliati alla WAR RESISTERS INTERNATIONAL (WRI), il cui punto di partenza fondamentale è: "La guerra è un crimine contro l'umanità. Sono quindi determinato a non sostenere alcun tipo di guerra e a lottare per la rimozione di tutte le cause di guerra".
E condividiamo questa considerazione discriminante della WRI:
"Tutte le guerre, comprese le guerre di "liberazione" e di "intervento militare umanitario", sono usate per servire qualche potere politico o interesse economico. Ogni guerra porta sofferenza, distruzione e nuove strutture di dominio".
Un'altra nostra caratteristica è l'inquadramento olistico della minaccia nucleare nell'intreccio interdipendente con le altre minacce che pregiudicano la speranza di futuro dell'umanità: quella ecologico-climatica, e quella della disuguaglianza, in cui comprendere anche le oppressioni etnico-nazionali, razziali e sessuali. Abbiamo già accennato alle nostre partecipazioni alle COP, a partire da quella di Parigi del 2015.
Ma questo inquadramento è espresso essenzialmente dal concetto di "terrestrità", argomentante che l'umanità è una sola e appartiene alla Terra, un sistema vivente unico e integrato. La "terrestrità" sfida la frammentazione basata su confini nazionali, etnici o di altro tipo, proponendo invece una profonda interconnessione e interdipendenza estesa a tutte le specie viventi. Riconoscere questa "unità della Vita", di cui siamo responsabilizzati in quanto "custodi dell'evoluzione", è il primo passo per superare le divisioni che alimentano le minacce globali. Se l'umanità è un unico insieme organico, allora un danno a una sua parte si ripercuote sull'intero. Ma questo insieme fa riferimento alla "foresta", non alla "casa comune" come metafora: siamo, noi esseri umani, le foglie degli alberi della Grande Foresta dell'Evoluzione Naturale. La "nonviolenza efficace" è il riconoscimento di tale verità da parte di un diritto internazionale che, in un ordine di cooperazione e di sicurezza comune, supera le sovranità assolute degli Stati (e l'imperio della forza armata). Nell'esortazione che Stéphane Hessel ci consegna con "Indignatevi!", la nonviolenza, la forza dell'unione popolare alla ricerca di verità e di giustizia, è "il cammino che dobbiamo imparare a percorrere".
Al Terzo meeting degli Stati parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (New York dal 3 al 7 marzo 2025), con la nostra delegazione, affiancata da "Costituente Terra" quale partner principale, ma coordinati anche con la Peace Pagoda di Comiso, "Our House" bielorussa e l'IPB, abbiamo individuato cinque percorsi che, partendo dalla congiuntura concreta e dai rapporti di forza esistenti, potrebbero consentirci di passare dalla proibizione giuridica degli arsenali al disarmo nucleare effettivo: 1.) la sinergia, già citata, tra ICAN e NFU; 2.) Helsinki 2; 3.) opposizione ai nuovi euromissili; 4.) zone libere a livello mediorientale e denuclearizzazione del porto di Trieste; 5.) progetto di Costituzione della Terra.
I cinque percorsi strategici:
Sinergia tra ICAN e NFU: l'integrazione tra la Campagna Internazionale per l'Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) e il concetto di "No First Use" (NFU) rafforza, non annacqua, l'impegno per il disarmo. ICAN lavora per la messa al bando e l'eliminazione delle armi nucleari a livello internazionale, mentre il NFU è una politica che impegna uno Stato a non usare per primo le armi nucleari, riducendo così la probabilità di un conflitto nucleare per errore. La sinergia tra questi due approcci amplifica la pressione per il disarmo.
Helsinki 2: questo punto evoca l'importanza del processo di Helsinki degli anni '70, che ha promosso la cooperazione e la sicurezza in Europa. Un "Helsinki 2" suggerisce la necessità di un nuovo processo diplomatico e di dialogo, forse su scala più ampia, per affrontare le sfide attuali di sicurezza e disarmo, ricostruendo fiducia e cooperazione tra gli Stati.
Opposizione ai nuovi euromissili: l'opposizione al dispiegamento di nuovi missili in Europa è cruciale per prevenire una nuova corsa agli armamenti e la destabilizzazione del continente. Questo è un richiamo diretto a un passato di tensione nucleare e alla necessità di evitare di ripeterne gli errori.
Zone libere a livello mediorientale e denuclearizzazione del porto di Trieste: la creazione di zone libere da armi nucleari, in particolare in aree geopoliticamente sensibili come il Medio Oriente, è un passo fondamentale per la non proliferazione e la riduzione delle tensioni regionali. La denuclearizzazione di specifiche infrastrutture come il porto di Trieste mostra un impegno concreto a livello locale e regionale per la sicurezza e la pace.
Progetto di Costituzione della Terra: questo punto è forse il più ambizioso e visionario, riassumendo l'intero spirito del nostro ragionamento. Un progetto di Costituzione della Terra rappresenta la massima espressione del concetto di "terrestrità" e della "nonviolenza efficace" tradotta in un quadro giuridico globale. È un passo verso una governance mondiale che rifletta l'unità dell'umanità e la sua appartenenza alla Terra, superando le logiche di sovranità nazionale assoluta in favore di un bene comune collettivo.
Al "Festival della nonviolenza poietica", che abbiamo organizzato a Comiso dal 3 al 6 luglio del 2025, confluito nella cerimonia per il 27esimo anniversario della Pagoda per la pace, abbiamo chiarito che il nostro umanesimo universalista della terrestrità è di carattere laico ma in dialogo con la spiritualità religiosa. Questo lo riteniamo un punto di forza significativo per una cultura della pace adeguata alla sfida del "crinale apocalittico della Storia" in cui siamo situati. Riconosce che la ricerca di giustizia, pace e unità non è esclusiva di una singola visione del mondo, ma può essere condivisa da diverse prospettive laiche e spirituali. Questo approccio inclusivo è essenziale per costruire un ampio consenso e mobilitare diverse componenti della società verso un futuro comune e sostenibile. Con la "poietica" nel nome del festival suggeriamo una nonviolenza che non è solo resistenza, ma anche creazione e costruzione originale di nuove realtà positive.
La consapevolezza che siamo parte di un sistema vivente unico e interconnesso: appunto il Pianeta Terra, comporta il tentativo di inquadrare questa visione culturale in una rete educativa e formativa per la terrestrità: la RETE PER L'EDUCAZIONE ALLA TERRESTRITA'. Inquadrare questa visione culturale in una rete educativa e formativa significa creare percorsi didattici e di sensibilizzazione che ne traducano i principi in pratiche concrete. Abbracciare l'idea della "Grande Foresta dell'Evoluzione Naturale", dove l'umanità è parte integrante, come "le foglie degli alberi", è un cambio di metafora potente rispetto alla "casa comune": non siamo solo "ospiti" o "gestori" di un manufatto esterno, ma elementi intrinseci di un ecosistema vastissimo e "antico come le montagne". L'obiettivo formativo primario è quindi sviluppare una coscienza biocentrica, ecocentrica, che superi l'antropocentrismo tradizionale. Questa coscienza dovrebbe imprescindibilmente includere l'"algoretica" e la pratica dell'OBIEZIONE ALGORETICA. Se, infatti, ci consideriamo "foglie degli alberi" in un ecosistema vastissimo e interconnesso, l'intelligenza artificiale (IA) non può essere vista come un mero strumento tecnologico esterno, da sviluppare in modo isolato. Piuttosto, essa rappresenta una nuova e potentissima forza evolutiva, un rischio da non sottovalutare in quanto "tecnologia della potenza" al pari del nucleare, con il potenziale di alterare profondamente e persino pregiudicare la nostra relazione con la "foresta" e con noi stessi. L'algoretica – intesa come la regolamentazione etica dello sviluppo e dell'uso dell'IA – diventa quindi cruciale per garantire che questa evoluzione tecnologica si allinei con i principi della terrestrità. Non si tratta solo di prevenire danni (come la disuguaglianza algoritmica o l'uso militare dell'IA), ma di orientare con regole e limiti precisi l'IA a fungere da "accompagnamento" all'evoluzione naturale, anziché da "forzatura".
L'algoretica - e la relativa pratica dell'obiezione per affermarla - è fondamentale, a nostro parere, per i seguenti motivi:
Preservazione dell'equilibrio ecocentrico: un'IA non sottoposta a limiti, non regolamentata o guidata da logiche puramente antropocentriche (es. massimizzazione del profitto, potere elitario di controllo) potrebbe accelerare l'esaurimento delle risorse, aggravare le crisi climatiche o destabilizzare gli equilibri naturali, ignorando la nostra interdipendenza organica con l'ecosistema. L'algoretica ci impone di chiedersi come l'IA può supportare la biodiversità, la sostenibilità e l'armonia ecologica.
Rafforzamento della connessione umana: la "Grande Foresta" implica una profonda connessione non solo con la natura, ma anche tra gli esseri umani. Un'IA non etica potrebbe portare a nuove forme di alienazione, sorveglianza di massa o manipolazione, indebolendo i legami sociali e la capacità di azione collettiva necessaria per la "nonviolenza efficace". L'algoretica mira a un'IA controllata socialmente dal basso, che amplifichi l'empatia, la collaborazione e il benessere umano in armonia con l'ambiente.
Responsabilità evolutiva: se siamo "foglie dell'evoluzione", abbiamo la responsabilità di guidare le nostre creazioni tecnologiche in modo che non compromettano l'integrità della "foresta" stessa. L'IA è una delle espressioni più avanzate della nostra capacità creativa. Assicurarsi - e la lotta sarà dura! - che il suo sviluppo sia etico significa esercitare questa responsabilità in modo lungimirante, per le generazioni future e per l'intero sistema vivente.
Coerenza con la nonviolenza efficace: la "nonviolenza efficace" cerca di superare l'imperio della forza armata e le sovranità assolute in favore di un ordine di cooperazione e sicurezza comune. L'IA, se non eticamente guidata, giuridicamente regolata, socialmente gestita, potrebbe diventare un nuovo strumento di "forza" e controllo, amplificando le disuguaglianze e le minacce. Un'algoretica basata sui principi della terrestrità e della nonviolenza promuoverebbe invece un'IA che faciliti il dialogo, la comprensione reciproca e soluzioni pacifiche ai conflitti globali.
Per contatti e adesioni di gruppi: Alfonso Navarra- portavoce/coordinatore cell. 340-0736871 email alfiononuke@gmail.com

I NOSTRI SCOPI
I Disarmisti esigenti promuovono e sostengono, come già riportato nel pamphlet citato "ESIGETE! un disarmo nucleare totale", la campagna, che considerano oggi "centrale", per il bando giuridico ONU degli ordigni nucleari; ed insieme ad essa, le altre importanti campagne che ritengono collegate, nella direzione del disarmo e della pace:
1) il sostegno al disarmo “atomico” totale da ottenere con una COSTITUZIONE DELLA TERRA, motivata dal “diritto dell'Umanità” di poter vivere libera da tutte le minacce che attentano alla sua sopravvivenza (ed in ogni caso alla dignità di una esistenza civile);
2) la rimozione delle armi nucleari USA dalle basi e dai porti italiani, nel contesto della rimozione di tutte le armi nucleari dall'Europa: la condivisione nucleare NATO va soppressa e la stessa NATO sciolta in quanto incompatibile con “un ordine internazionale fondato sulla giustizia e sulla pace”;
3) la denuclearizzazione del Mediterraneo e del Medio Oriente in perfezionamento e completamento del "processo di Barcellona";
4) consapevoli del legame inscindibile esistente tra attuale nucleare “civile” e nucleare militare, la denuclearizzazione dell'Europa e, in particolare in Italia, l'attuazione coerente del referendum antinucleare vinto dalla cittadinanza attiva nel 2011.
LA NOSTRA ARCHITETTURA ORGANIZZATIVA
Per il tramite della LOC siamo membri della WRI ma stiamo lavorando per una affiliazione diretta alla internazionale degli obiettori di coscienza.
Premessa la nostra stretta collaborazione con la WILPF Italia, ma anche con con organizzazioni come l'IALANA Italia, ed un rapporto di fiancheggiamento “trasversale” con parlamentari sensibili al disarmo e alla pace, puoi trovare al presente link "chi siamo", allo stato (marzo 2017), l'elenco dei gruppi di base che hanno organizzato il nostro percorso, nato nel 2014 con la pubblicazione, da parte di Ediesse, dell'edizione italiana del pamphlet “ESIGETE! Un disarmo nucleare totale”, di Stéphane Hessel ed Albert Jacquard, curato da Mario Agostinelli, Luigi Mosca e Alfonso Navarra.
Queste organizzazioni sono (aggiornamento ottobre 2022): Lega Obiettori di Coscienza - Lega per il Disarmo Unilaterale - Coordinamento Fermiamo il fuoco atomico - Iniziativa nonviolenta Palermo - Kronos Pro Natura - Ban the Bomb - Il Sole di Parigi - A.P.E. - Odissea - Per la Scuola della Repubblica - Bimbi svegli - Marcia dei girasoli (Comiso)
SONO DECADUTE DALLA MEMBERSHIP: ANPI di Nova Milanese - Campagna Siamo tutti premi nobel per la pace con ICAN - Accademia Kronos -
L'architettura organizzativa prevede al momento un portavoce/coordinatore, Alfonso Navarra, delegato della LDU, in stretta consultazione con le rappresentanti di WILPF Italia (organizzazione comunque separata ed indipendente); un coordinamento organizzativo e decisionale dei promotori (che include Giuseppe Farinella, Ennio Cabiddu, Daniele Barbi, Luigi Mosca, Totò Schembari), un Comitato consultivo di attivisti ed esperti impegnati in una continuo dialogo telematico (Pola Natali Cassola, Antonella Nappi, Fabio Strazzeri, Tonino Drago, Ennio La Malfa, Oliviero Sorbini).
Stiamo ora andando verso una rifondazione che vedrà la costituzione di un gruppo coordinatore.
La proposta è di formare, nell'ottobre 2025, il gruppo con Daniele Barbi, Fabrizio Aroldi, Totò Schembari e Luigi Mosca.
Il gruppo doverebbe assolvere i seguenti compiti:
- elaborazione di kit di materiali per le varie campagne
- miglioramento e attualizzazione del sito web
- formazione di una equipe stampa nazionale e abilitazione di equipes stampa locali
- elaborazione di una strategia mediatica per "bucare lo schermo"
Il sito web www.disarmistiesigenti.org è responsabilità, nei contenuti politici, del gruppo di lavoro internazionale coordinato da Alfonso Navarra.
Del gruppo di lavoro internazionale fanno parte, in attesa di nuovi apporti ed in stretta collaborazione con WILPF Italia: Alfonso Navarra, Luigi Mosca, Daniele Barbi, Ennio Cabiddu.
Abbiamo aperto, in collaborazione con Kronos Pro Natura e con Energia Felice, un organo telematico indipendente, "IL SOLE DI PARIGI", focalizzato sulla conversione ecologica e alle energie rinnovabili della società.
- IL LAVORO CHE SVOLGIAMO
- La nostra attività consiste in:
- - partecipazione alle conferenze internazionali su disarmo ed ecologia: Vienna, Parigi, Ginevra, New York...
- - organizzazione di conferenze stampa in sedi istituzionali con parlamentari sensibilizzati (Roberto Cotti, Paolo Bolognesi, Filiberto Zaratti, Loredana De Petris)
- - interventi sui media: Radio Radicale, Il Manifesto, Teleambiente, Telelibera, Mosaico di pace, Difesaambiente, Pressenza, TG Vallesusa, Massa Critica, L'Antidiplomatico, il Dialogo, PeaceLink.
- - raccolta di firme su varie petizioni on line
- - diffusione nelle scuole della mostra grafica: “Esigiamo! Il disarmo nucleare totale”
- - presentazione di nostri libri e organizzazione di convegni e dibattiti pubblici su tutto il territorio italiano
- - iniziative didattiche in collaborazione con PER LA SCUOLA DELLA REPUBBLICA
- - iniziative di cultura della pace in collaborazione con A.P.E. (Arte-Pace-Energia promotore dell'Osservatorio per l'attuazione dell'accordo di Parigi sul clima)
- - collaborazione con Energia Felice nel Network antinucleare europeo, per la conversione ecologica ed un modello energetico rinnovabile al 100%
- E' stato importante qualitativamente il Seminario giuridico di Villarfocchiardo, organizzato con la collaborazione del Comune.
- I PROGETTI DA REALIZZARE
- Abbiamo in cantiere:
- - un gruppo di lavoro per contribuire alla strategia internazionale perché il Trattato internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, adottato il 7 luglio 2017, diventi il motore di un disarmo effettivo
- - la pressione su Parlamento e governo italiano: il nostro Paese deve ratificare l'accordo adottato il 7 luglio a New York
- - una campagna europea contro il "nuclear sharing NATO"
- l'iniziativa per il "Mediterraneo mare di Pace
- - il riconoscimento istituzionale in Italia di Stanislav Petrov
- - il coordinamento di lotta degli 11 porti nucleari (allargabile anche ai siti di Ghedi, Aviano, Longare ed altri in cui si esercita la "deterrenza oscura e pervasiva della condivisione nucleare NATO")
- - la redazione del sito e dell'organo telematico “Il sole di Parigi” che collega minaccia nucleare e minaccia climatica
