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statipartnertransizionaliTPNW2026

 

https://www.disarmistiesigenti.org/2026/02/08/statipartnertransizionalitpnw2026/

Una sfida diplomatica e strategica, di importanza a nostro avviso di Disarmisti esigenti vitale, è - lo ribadiamo, non è per noi una trovata dell'ultimo minuto - creare un ponte tra il TPNW (che proibisce totalmente le armi nucleari) e le proposte di No First Use (NFU) della Cina, potenza coordinatrice del P5, (che ne regolamentano l'uso), inquadrandole come un passo concreto verso l'abolizione di tali mostruosi ordigni.

In vista della Prima Conferenza di Riesame del TPNW (New York, 30 novembre - 4 dicembre 2026), ecco, sotto riportata, una struttura  suggerita per un nuovo Working Paper in questo senso, in linea con quelli già presentati, dei Disarmisti esigenti & loro partners.

La premessa, repetita iuvant, è che da parte nostra non si parte affatto da zero perché abbiamo già presentato ufficialmente un documento alla Terza Riunione degli Stati Parte (3MSP) svoltasi a New York nel marzo 2025. Ecco il Codice Documento: TPNW/MSP/2025/NGO/26

  • Titolo: Security of individual States (each one against others) or security of Humanity as a whole?
  • Presentato da: Disarmisti Esigenti, Costituente Terra, Hour House.
  • Data di pubblicazione: 17 febbraio 2025.
  • Link al PDF (Inglese): TPNW/MSP/2025/NGO/26
  • Per la conferenza di novembre 2026, potremmo inserire un paragrafo di richiamo come questo:

    "Building upon the proposals already submitted by civil society during the 3MSP (see TPNW/MSP/2025/NGO/26), which highlighted the transition from 'state security' to 'human security', this paper further elaborates on the strategic necessity of a transitional status for states committed to No-First-Use (NFU) policies..."

  • Il documento del 2025 è fondamentale per l'ulteriore sviluppo delle nostre tesi:

  1. Sicurezza comune: il documento del 2025 (firmato tra gli altri da Alfonso Navarra e Luigi Mosca) introduceva già l'idea che la sicurezza non deve essere "uno contro l'altro" ma collettiva.
  2. Flessibilità e conversione: in quel testo si parlava già della necessità di "flessibilizzare" le categorie di adesione per permettere agli Stati in conversione (quelli che oggi dipendono dalla deterrenza ma vogliono uscirne) di avere un percorso chiaro verso il TPNW.
  3. NFU come gradino: il paper dei Disarmisti Esigenti & partners suggeriva che la campagna NFU e il TPNW dovessero marciare insieme per delegittimare la deterrenza nucleare come "forma estrema di terrorismo" (la preparazione programmata del genocidio verso l'umanicidio e il terricidio dovremmo comunque esprimerla in forma più chiara ed esplicita).
  • Abbiamo ora i "pezzi di un puzzle" da comporre: la proposta ufficiale cinese (WP.33/2024), il precedente dei Disarmisti Esigenti (NGO/26/2025) e la nuova idea degli "Stati partner transizionali ".  Ecco, nel testo che segue, una idea di come potremmo procedere nella elaborazione e redazione di un nuovo working paper.
  • Ricordiamo che oggi 8 febbraio teniamo  l'incontro online, dal carattere di consultazione sull'impostazione del nostro intervento alla conferenza di riesame del TPNW (trattato di proibizione delle armi nucleari), prevista a New York, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU, appunto per il novembre 2026.
    Per partecipare e dare il proprio contributo di idee dalle ore 18:00 alle ore 20:00, ecco il link alla piattaforma zoom:
    https://us06web.zoom.us/j/84000869441?pwd=8NZeLs3bJUs9IMseraHqN7dQegaF6B.1
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Titolo suggerito: "Dalla restrizione alla proibizione: integrare le proposte di "No First Use" nel quadro del TPNW per delegittimare la deterrenza nucleare, "genocidio programmato". Creare, nell'ambito dell'adesione al Trattato, la categoria speciale degli Stati "Transitioning Partners".

Nell'introduzione abbiamo da sottolineare che stiamo vivendo un periodo critico, denunciato dal Doomsday Clock: assistiamo al fallimento di molti meccanismi di controllo e la fine del New START è solo l'ultimo della serie.  Dobbiamo evidenziare come il TPNW non sia solo un trattato di proibizione, ma un quadro per la sicurezza collettiva che cerca "misure intermedie" per ridurre il rischio immediato di catastrofe "atomica", che può verificarsi anche per errore.

La proposta cinese va concepita come "leva d'appoggio" . La proposta cinese di un trattato multilaterale sul "Non Primo Uso- NFU" (Doc ONU NPT/CONF.2026/PC.II/WP.33) può essere interpretata e vista come un'ammissione implicita, da parte degli Stati nucleari, che la funzione difensiva delle armi nucleari non è legittima, sgretolando il pilastro della "deterrenza nucleare".

Proviamo a spiegare il concetto ad un cittadino comune, quello che possiamo incontrare a prendere il caffè al bar sotto l'ufficio nel quale lavora.

"Pensa alle armi nucleari come a una pistola che cinque tizi (le grandi potenze) tengono appoggiata sul tavolo mentre discutono. Finora, la logica è stata: 'Tengo la mano sulla fondina perché, se mi sento minacciato o se mi stai per sconfiggere con i pugni, potrei sparare per primo'. Questa è la deterrenza classica: l’idea che l’arma serva a impedire agli altri di attaccarti in qualsiasi modo, perché sanno che potresti fare una follia.

Ora, la Cina arriva e dice agli altri quattro: 'Sottoscriviamo un contratto dove promettiamo che nessuno di noi premerà mai il grilletto per primo. La pistola la useremo solo se qualcuno spara a noi per primo'.

Sembra una cosa da poco, ma in realtà cambia tutto il gioco per tre motivi che toccano anche noi.

Motivo n. 1. Se non puoi colpire per primo, l'arma è "inutile"

Se firmi un trattato di No First Use, stai ammettendo che l'arma nucleare non ti serve più per vincere una guerra o per spaventare qualcuno che ti sta antipatico. Se non puoi usarla per primo, non puoi usarla come minaccia ("O fai come dico o ti cancello"). Diventa un peso morto che serve solo a neutralizzare la pistola nucleare dell'altro.

Motivo n. 2. La "funzione difensiva" delle "atomiche" perde ogni senso e legittimità

Qui sta il punto che sgretola la deterrenza. Per anni ci hanno detto che le atomiche sono "strumenti di difesa". Ma se accetti di non usarle mai per primo, stai implicitamente confessando che non esiste una situazione difensiva legittima che giustifichi l'inizio di un'apocalisse nucleare. È come ammettere che quella pistola non è una vera "difesa", ma solo una trappola mortale collettiva.

Motivo n. 3. La connessione con ICAN e la proibizione (il TPNW)

Qui entra in gioco la campagna ICAN. Se riusciamo a convincere le potenze che "usare le armi per primi è sbagliato e illegittimo", abbiamo fatto l'80% del lavoro. Una volta che tutti concordano che non si deve sparare per primi, il passo successivo è ovvio: 'Ma allora, se nessuno spara per primo, a cosa ci servono queste migliaia di testate costose e pericolose?'

In sintesi, il NFU è il nostro "cavallo di Troia" per il disarmo.

Il No First Use sembra una regola solo cautelativa, ma in realtà toglie l'ossigeno alla logica della guerra. Se togliamo alle atomiche la loro aura di "difesa necessaria", restano solo quello che sono veramente: strumenti di sterminio che non hanno posto nel futuro.

Ma la campagna ICAN può credere "annacquata" la sua ragione fondamentale. Come fugare questo dubbio?

La preoccupazione sopra citata è oggi meno forte che in passato, dopo che vi sono state recenti dichiarazioni ai massimi livelli dirigenziali sulla necessità che la NATO adotti il principio. Ma vanno studiati degli accorgimenti per tamponare questa inquietudine, che va presa sul serio. Ecco tre modalità. 1)  ICAN può usare la proposta NFU cinese per forzare gli altri Stati del P5 (USA, Russia, UK, Francia) a giustificare perché mantengono l'opzione del "First Use". 2)  La Campagna può sostenere che il rifiuto di negoziare un trattato NFU è una violazione dell'obbligo di disarmo in buona fede.Quello che il TNP prevede sia all'art. 4 che all'art. 6. 3) Possiamo infine presentare il NFU non come una destinazione finale, ma come una misura di risk reduction necessaria per creare lo spazio politico verso l'adesione al TPNW.

Ecco alcune raccomandazioni che potremmo avanzare per la Conferenza di Riesame ("action points")

Il Working Paper dovrebbe invitare gli Stati Parte del TPNW a:

  1. accogliere formalmente le proposte di "No First Use" presentate in sede P5 come passi necessari per la riduzione del rischio nucleare.
  2. dimostrare flessibilità per chiedere coerenza alle potenze nucleari: se uno Stato (come la Cina) propone il NFU, dovrebbe essere invitato a partecipare come osservatore al TPNW per allineare la sua dottrina alla proibizione totale.
  3. attrezzarsi per mappare il rischio: chiedere uno studio sull'impatto umanitario del "First Use" nelle attuali dottrine militari, usando i dati ICAN per confutare la logica della deterrenza.
  4. modificare il TPNW creando una categoria speciale di "Transitioning Partners": servirebbe a rompere il muro contro muro tra chi possiede l'atomica (e i suoi alleati sotto l'ombrello nucleare) e chi ha già messo al bando le armi.
La proposta della creazione, all'interno del TPNW, della categoria speciale di "Stati aderenti transizionali"

La ratio è costruire il "ponte" tra NFU e Abolizione. Attualmente, il TPNW è un trattato "dentro o fuori". Questo spaventa gli Stati che, pur volendo il disarmo, sono legati a trattati di sicurezza (come la NATO o gli accordi di difesa russi/cinesi). Lo Stato "fiancheggiatore" accetta formalmente che l'obiettivo finale è la proibizione (Art. 1 del TPNW), ma ottiene un "Periodo di conversione dottrinale  e materiale". L'adozione del No First Use (NFU) diventerebbe il requisito minimo obbligatorio per entrare in questa categoria.

Ecco le caratteristiche da proporre per la categoria intermedia degli "Stati parte transizionali". Gli impegni immediati potrebbero essere la rinuncia formale al "Primo Uso" e lo stop ai test nucleari.Si stabilirebbe l'obbligo di partecipare alle Conferenze degli Stati Parte (MSP) come osservatori attivi, riportando i progressi sulla riduzione della dipendenza dalle armi nucleari. E si vedrebbero concessi flessibilità temporale: un piano d'azione più lungo per lo smantellamento delle testate o la rimozione di armi altrui dal proprio territorio, anziché i tempi stringenti previsti oggi per i firmatari pieni.

La Campagna ICAN dovrebbe considerare i vantaggi strategici di cui godrebbe sostenendo la proposta.

Favorirebbe lo sgretolamento dei blocchi: permetterebbe a paesi come la Cina (che già propone il NFU) o a membri della NATO (come Norvegia o Germania) di avvicinarsi al Trattato senza un salto nel vuoto immediato. E isolerebbe i "falchi": se la Cina o altri Stati nucleari accettassero lo status di "partner transizionali", chi rimane fuori (es. USA o Russia se rifiutassero il NFU) apparirebbe isolato e radicale.

Modificare il TPNW è una sfida terminologica e legale. Intervenire sul testo è complesso (richiede emendamenti formali). Nel working paper, potremmo suggerire questa soluzione non come modifica immediata del trattato, ma come "Protocollo addizionale" o "Decisione della Conferenza di Riesame". Ovviamente abbiamo tempo per perfezionare la terminologia. In inglese diplomatico, il "partner transizionale" potrebbe suonare meglio ad esempio sotto espressioni come come:

  • "Partner for Nuclear-Free Security" (Partner per la sicurezza libera dal nucleare)
  • "Acceding State under Transitional Arrangements" (Stato aderente sotto regimi di transizione).

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