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lacinapronfu2026

https://www.disarmistiesigenti.org/2026/05/08/lacinapronfu2026/

La proposta cinese sul "Non primo uso" delle armi nucleari è sul tappeto dei tavoli negoziali 

https://www.disarmistiesigenti.org/2026/05/01/icansutnp2026

Alfonso Navarra per conto dei Disarmisti esigenti ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom. Domenica 10 maggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00
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Le proposte della Cina in materia di disarmo rappresentano un'anomalia interessante nel panorama delle cinque potenze nucleari ufficiali (P5), poiché mescolano una postura di difesa minima con una spinta diplomatica che, negli ultimi anni, si è fatta molto più insistente proprio in ambito TNP.

Ecco il recupero delle posizioni chiave di Pechino, con particolare riferimento alla Conferenza di Revisione del 2026:

1. Il Pilastro: ll "No First Use" (NFU) assoluto

La Cina è l'unico Stato del P5 a mantenere, fin dal suo primo test nucleare nel 1964, una politica di "Non Primo Uso" incondizionato.

  • La dottrina di Pechino dichiara formalmente che non userà mai per prima l'arma nucleare. Mai vuol dire mai, in nessun momento e in nessuna circostanza: non la userà né minaccerà di usarla in particolare contro Stati non nucleari o in zone libere da armi nucleari (Negative Security Assurances).

  • La proposta al TNP: in vista della Revisione del 2026, la Cina ha depositato (e continua a spingere) un Working Paper ufficiale che invita gli altri quattro membri del P5 (USA, Russia, Francia, UK) a negoziare un Trattato sul Non Primo Uso reciproco.

2. La proposta cinese di "Trattato P5 sul NFU"

Invece di semplici dichiarazioni unilaterali, la Cina propone un accordo giuridicamente vincolante tra le potenze nucleari che includa:

  • L'impegno formale a non essere i primi a utilizzare armi nucleari l'uno contro l'altro.

  • L'abbandono delle dottrine di "attacco preventivo" (quelle che gli USA e la Russia mantengono per proteggere i propri alleati, inclusa l'Italia nel quadro NATO).

3. Altre proposte chiave sul disarmo internazionale

Oltre al NFU, la strategia cinese presentata nei forum del TNP e della Conferenza del Disarmo di Ginevra comprende:

  • Riduzione del ruolo delle armi nucleari: Pechino sostiene che le testate dovrebbero servire esclusivamente a prevenire l'uso di altre armi nucleari, escludendo ogni ruolo tattico o di teatro (il che mette in discussione la logica delle B61-12 a Ghedi e Aviano).

  • Opposizione alla "Condivisione Nucleare" (Nuclear Sharing): la Cina critica aspramente il modello NATO. Nei documenti preparatori per il 2026, Pechino ha spesso sottolineato che il trasferimento di armi nucleari o del loro controllo a Stati non nucleari è una violazione dello "spirito" del TNP.

  • De-allertamento (De-alerting): La Cina propone che tutte le potenze nucleari mantengano le testate separate dai vettori (missili) durante il tempo di pace, una pratica che Pechino afferma di adottare già per ridurre il rischio di lanci accidentali.

  • Nessuna corsa agli armamenti nello spazio: Un cavallo di battaglia storico di Pechino è il divieto di armamenti spaziali e di sistemi di difesa missilistica globale (come lo scudo spaziale USA), che la Cina vede come destabilizzanti per la deterrenza minima.

4. Il nesso Cina-TNP 2026: Perché è un'opportunità per i Disarmisti?

Per i Disarmisti Esigenti, la posizione cinese è uno strumento tattico per due motivi:

  1. Mette a nudo l'ipocrisia dei tre P5 occidentali: Se USA, Francia e UK rifiutano la proposta cinese sul NFU, devono ammettere che la loro dottrina prevede la possibilità di iniziare una guerra nucleare. Questo è un punto di pressione enorme per ICAN e la società civile.

  2. Sostiene la "Transizione sicura verso il disarmo": la proposta cinese di un trattato NFU tra i P5 è esattamente il "passo intermedio" di cui parla il nuovo concetto strategico messo in campo dai Disarmisti esigenti. Permette di ridurre la pericolosità immediata degli arsenali senza aspettare il "giorno zero" del disarmo totale, creando la rotta verso il porto del TPNW.

Sintesi della posizione cinese per il nostro Working Paper:

Potremmo citare che la Cina ha esortato la XI Revisione del TNP a:

"Concludere un trattato o rilasciare una dichiarazione politica sull'impegno reciproco al non primo uso, quale passo più efficace e praticabile per ridurre i rischi nucleari e promuovere l'attuazione dell'Articolo VI.

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Il documento chiave che dobbiamo citare e che rappresenta una delle basi giuridiche della nostra proposta di "Transizione Sicura" è il seguente:

Estremi del Documento Ufficiale

  • Codice Documento ONU: NPT/CONF.2026/PC.II/WP.35

  • Titolo originale: No-first-use of nuclear weapons – Working paper submitted by China

  • Data di pubblicazione: Luglio 2024 (presentato durante la seconda sessione del Comitato Preparatorio a Ginevra, ma base per la Conferenza di Revisione del 2026).

  • Lingua: Disponibile in tutte le lingue ufficiali ONU (inglese, francese, russo, spagnolo, cinese, arabo).

Come scaricarlo

Il documento è pubblico e accessibile tramite il sistema UN Official Document System (ODS).

  1. Si vada  sul sito: documents.un.org

  2. Nel campo di ricerca "Simbolo del documento" si inserisca: NPT/CONF.2026/PC.II/WP.35

  3. Si può infine scaricare il PDF ufficiale con il sigillo delle Nazioni Unite.

Contenuti salienti del documento WP.35 (utili per la nostra argomentazione)

Nel testo, la Cina formalizza punti che sembrano scritti per essere integrati nella nostra visione di "transizione sicura verso il disarmo":

  1. L'obbligo del P5: Pechino afferma che gli Stati dotati di armi nucleari dovrebbero negoziare e concludere un trattato sul "mutuo non primo uso" o rilasciare una dichiarazione politica in tal senso.

  2. Riduzione della minaccia: il documento specifica che tale impegno ridurrebbe drasticamente il rischio di una guerra nucleare e impedirebbe una corsa agli armamenti, stabilizzando le relazioni strategiche tra le grandi potenze.

  3. Sicurezza per i "Non Nucleari": la Cina ribadisce che gli Stati nucleari dovrebbero impegnarsi legalmente a non usare né minacciare l'uso di armi nucleari contro Stati non nucleari (le cosiddette Negative Security Assurances).

  4. Critica al Nuclear Sharing: pur non citando l'Italia per nome, il documento critica implicitamente la "condivisione nucleare", definendola una pratica che aumenta il rischio di proliferazione e instabilità.

Perché citare questo documento specifico nel nostro Working Paper?

Citare il WP.35 dà al nostro documento una solidità diplomatica indiscutibile. Invece di apparire come una "proposta ideale" della società civile, la nostra diventa una richiesta di attuazione di un documento già presente agli atti della Conferenza.

Possiamo scrivere nel nostro testo:

"Facciamo appello affinché la Conferenza di Revisione adotti le raccomandazioni contenute nel Working Paper della Cina (NPT/CONF.2026/PC.II/WP.35), integrandole nel quadro normativo del TPNW per garantire una transizione sicura verso il disarmo totale."

Questo potrebbe essere l'aggancio che costringe ICAN e i delegati a confrontarsi con una proposta che non è solo teorica, ma ha un "padre" diplomatico tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

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IL LIBRO BIANCO CINESE DEL 2025 SUL DISARMO NELLA NUOVA ERA

In occasione della Conferenza di Revisione del TNP nell'aprile-maggio 2026) la Cina ha presentato un "Libro Bianco" (White Paper), un tipo di documento che Pechino non rilasciava con tale ampiezza da circa vent'anni.

Ecco i riferimenti precisi per recuperarlo:

  • Titolo ufficiale: "China's Arms Control, Disarmament, and Non-proliferation in the New Era" (Il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione della Cina nella nuova era).

  • Data: Novembre 2025.

  • Ente emittente: Ufficio d'informazione del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese.

  • Contenuto: è un testo monumentale che articola la strategia cinese su tre livelli: nucleare (deterrenza minima), spazio e cyberspazio, e nuove tecnologie (AI). Qui Pechino formalizza la proposta di un trattato globale sul No First Use (NFU).

Il Rapporto Nazionale per il TNP 2026

Mentre il Libro Bianco è una dichiarazione di principi, il documento tecnico che la Cina ha depositato a New York per la Conferenza di Revisione è il suo Rapporto Nazionale:

  • Codice Documento ONU: NPT/CONF.2026/33

  • Titolo: National report submitted by China on the implementation of the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons.

  • Data: 17 Aprile 2026.

  • Punti chiave: reitera l'impegno al NFU, chiede agli USA di ridurre drasticamente il proprio arsenale prima di pretendere riduzioni da altri, e attacca duramente la "condivisione nucleare" (AUKUS e NATO).

Come reperire i testi originali

Per i "disarmisti esigenti", avere le fonti primarie è fondamentale per non essere accusati di approssimazione.

  1. Per il Rapporto Nazionale (NPT/CONF.2026/33):

  2. Per il Libro Bianco del 2025:

    • Si può trovare sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri Cinese (fmprc.gov.cn) o dell'Ambasciata Cinese in Italia/Ginevra.

    • Spesso viene pubblicato integralmente dall'agenzia di stampa Xinhua.

Perché questi documenti sono utili alla nostra causa?

Nel Libro Bianco 2025, la Cina usa per la prima volta l'espressione "Global Strategic Stability" legandola al disarmo graduale. Possiamo usare questo termine per sostenere il nostro concetto di "Transizione sicura verso il disarmo": se la Cina parla di stabilità per giustificare la lentezza del disarmo, noi possiamo rispondere che il NFU è l'unico modo per garantire quella stabilità durante la transizione verso il TPNW.

Inoltre, il documento NPT/CONF.2026/33 contiene una sezione specifica (paragrafo 11 e successivi) sulla "riduzione del rischio nucleare" che è quasi sovrapponibile ad alcune istanze della NAC, offrendo una base diplomatica per l'alleanza trasversale che stiamo cercando di costruire.

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LA DIVERGENZA PROFONDA TRA LA CINA E LA RUSSIA IN MATERIA DI DOTTRINE NUCLEARI

Sebbene Cina e Russia siano legate da una "amicizia senza limiti" in funzione anti-statunitense, nel campo delle dottrine nucleari esiste una divergenza profonda, e la proposta cinese sul No First Use (NFU) rappresenta, nei fatti, un elegante ma fermo rimprovero alla postura russa.

Ecco perché la posizione di Pechino isola Mosca all'interno del blocco eurasiatico:

1. Il contrasto tra "NFU" e "Escalation to De-escalate"

La Russia di Putin ha progressivamente abbassato la soglia per l'impiego di armi nucleari. La dottrina russa prevede il primo uso (First Use) in caso di minaccia all'esistenza stessa dello Stato, anche a fronte di un attacco convenzionale.

Proponendo un trattato universale sul Non Primo Uso, la Cina sta dicendo a Mosca che la stabilità globale non si ottiene minacciando l'uso tattico dell'atomica in conflitti regionali (come accaduto con i segnali inviati durante la guerra in Ucraina), ma escludendone l'uso offensivo per principio.

2. Armi Nucleari Tattiche e "Nuclear Sharing"

La Russia ha recentemente dispiegato armi nucleari tattiche in Bielorussia.

Nel Libro Bianco del 2025 e nei documenti per il TNP 2026, Pechino condanna lo stazionamento di armi nucleari al di fuori dei confini dei paesi possessori. Sebbene l'obiettivo primario sia il Nuclear Sharing della NATO in Italia e Germania, la critica colpisce inevitabilmente anche Mosca. Per la Cina, l'unico modello accettabile è quello in cui le testate restano sul suolo della potenza nucleare, preferibilmente smontate dai vettori (de-allertamento).

3. La stabilità strategica vs l'opportunismo bellico

Pechino vede l'arma nucleare come uno strumento puramente politico di difesa estrema. La Russia, negli ultimi anni, l'ha utilizzata come scudo diplomatico per condurre operazioni convenzionali aggressive.

La Cina teme che l'irresponsabilità nucleare russa possa spingere paesi come il Giappone o la Corea del Sud a dotarsi di propri arsenali (proliferazione a catena). Invitando i P5 al NFU, la Cina sta cercando di "re-incatenare" Mosca (e Washington) a una condotta più prevedibile.

4. La Cina come "Potenza Responsabile"

Presentando la proposta di trattato al TNP 2026, la Cina si posiziona come l'unica potenza nucleare "razionale" e "morale" del P5.

  • Ecco il messaggio a Mosca: "Noi siamo la vera alternativa all'egemonia USA, perché noi non giochiamo con l'apocalisse". È una critica al modo in cui la Russia gestisce la sua grandeur militare.

Come usare questo punto nel nostro Working Paper

Per i Disarmisti Esigenti, questa tensione tra Cina e Russia è una leva fondamentale. Possiamo argomentare che:

"Sostenere la proposta cinese sul No First Use non significa solo sfidare la NATO, ma anche richiamare la Federazione Russa a una de-escalation dottrinale necessaria. Il NFU è l'unico strumento capace di disinnescare le minacce di impiego tattico che hanno caratterizzato le recenti crisi internazionali, riportando tutti gli Stati nucleari nell'alveo della legalità internazionale e della transizione sicura."

In questo modo, il nostro documento non apparirebbe "filo-cinese" in senso ideologico, ma equidistante e rigoroso, poiché chiede coerenza a tutte le potenze nucleari, nessuna esclusa.

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