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Alfonso Navarra per conto dei Disarmisti esigenti ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom. Domenica 10 maggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00
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XI Conferenza di revisione del TNP: superare la truffa originaria mediante una strategia articolata con il TPNW quale perno
PREMESSA SUL TNP: LA TRUFFA ORIGINARIA DI UN PATTO LEONINO CHE HA LEGITTIMATO GLI ARSENALI NUCLEARI DELLE P5
La Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) - 11ª edizione - si sta svolgendo a New York dal 27 aprile al 22 maggio 2026. È un momento cruciale per il disarmo nucleare, dato che il TNP è la base, "pietra angolare", del regime globale di non proliferazione nucleare. Proveremo ancora a spiegare, a premessa di tutte le info fornite e i ragionamenti che successivamente svolgeremo, perché in questo patto leonino stretto tra le potenze nucleari e gli Stati non nucleari, nelle sue modalità concrete di impostazione a attuazione, è già contenuta in partenza una condizione truffaldina. I poteri reali stanno infatti nelle potenze P5 con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza ONU (USA, Cina, Russia, Francia, UK), vale a dire i vincitori della Seconda Guerra Mondiale, mentre le restrizioni sono tutte per gli altri Stati non nuclearmente armati.
Non è chiaro agli stessi esponenti ICAN (la dirigenza sembra dimenticarsene nelle sue esternazioni retoriche) che è, appunto, proprio il TNP a legittimare gli arsenali nucleari delle potenze P5. Il patto, in sintesi, è il seguente, con le P5 che parlano: voi Stati non nucleari ci riconoscete quali potenze nucleari legittime in cambio della nostra promessa - senza scadenza - a disarmare: l'articolo VI del TNP. Firmando questo accordo voi Stati non dotati di armi nucleari vi impegnate però a non armarvi nuclearmente. In cambio vi concediamo il "diritto" al nucleare "civile", sotto il controllo IAEA incassando la nostra promessa ad aiutarvi in questo obiettivo.
Battiamo e ribattiamo sul concetto, perché è un punto decisivo: il TNP non è nato come un trattato di disarmo immediato, ma come una fotografia dei rapporti di forza del 1968, cristallizzando il privilegio dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale (appunto i P5 permanenti nel Consiglio di Sicurezza ONU con diritto di veto).
La struttura della "truffa del TNP "sta in tre pilastri asimmetrici
Il TNP si regge su uno scambio che molti Stati del "Sud Globale" e organizzazioni come ICAN definiscono oggi, nel 2026, come un'estorsione diplomatica:
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Pilastro (Pillar) I (Non proliferazione): gli Stati non nucleari rinunciano per sempre all'arma (obbligo certo e verificato dalla IAEA).
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Pilastro (Pillar) II (Disarmo - Articolo VI): le potenze nucleari "promettono" di negoziare in buona fede la fine della corsa agli armamenti. Tuttavia, come è indispensabile sottolineare, l'Articolo VI non ha scadenze, non ha tappe forzate e, soprattutto, non ha sanzioni per chi non lo rispetta.
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Pilastro (Pillar) III (Nucleare Civile): è la "carota". Vi concediamo la tecnologia per l'energia (che mantiene però molti Stati in una condizione di dipendenza tecnologica dai P5) in cambio della vostra totale trasparenza.
Perché i Disarmisti esigenti auspicano che ICAN parli chiaramente di "truffa" ma agisca per una evoluzione costruttiva del percorso TNP
Non è sbagliato che la dirigenza di ICAN possa a volte indulgere in una retorica diplomatica per mantenere l'accesso ai tavoli negoziali, ma questo non deve offuscare la cognizione basilare: la nascita stessa del TPNW (Trattato di Proibizione) va vista come una prova che la società civile ha smesso di credere alla "buona fede" del TNP.
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L'ipocrisia del P5: mentre a New York i delegati dei P5 ribadiscono l'importanza del TNP come "pietra angolare", nei fatti tutti e cinque stanno modernizzando i propri arsenali (da parte USA pensiamo alle B61-12 in Italia). Il TNP è diventato per loro uno scudo giuridico: lo usano per impedire agli altri di armarsi, mentre legittimano il proprio possesso come "deterrenza responsabile".
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Il nucleare "civile" va visto come una escamotage. Il "diritto al nucleare civile" è il guinzaglio con cui IAEA e P5 controllano lo sviluppo tecnologico degli altri, assicurandosi che nessuno faccia il "salto" verso il militare, mentre le potenze ufficiali mantengono il monopolio della forza distruttiva.
Il TNP nel 2026: verso il collasso o la riforma?
In questa conferenza di aprile/maggio 2026, la tensione è ai massimi storici per due ragioni che, a nostro parere, confermano la tesi della "truffa":
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La fine del New START: senza più trattati bilaterali tra USA e Russia, la "promessa" dell'Articolo VI è palesemente carta straccia.
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La ribellione del TPNW: per la prima volta, un blocco massiccio di Stati (trainati da ICAN) sta dicendo chiaramente: "Il TNP è una truffa se non accettate che le armi nucleari sono illegali per tutti, non solo per noi".
In sostanza, il TNP ha creato una gerarchia morale tra "nucleari responsabili" e "aspiranti pericolosi". Ma come può essere "responsabile" un sistema che, come a Ghedi o Aviano, sposta armi atomiche in segreto mentre professa la non proliferazione?
Questa "condizione truffaldina" è esattamente ciò che ICAN dovrebbe cercare di scardinare a New York: non chiedendo più "per favore" il disarmo, ma dichiarando l'arma nucleare un crimine, indipendentemente da chi la detenga.
Tuttavia - tenendo presente che un cattivo accordo è meglio di nessun accordo e che una cattiva legge è meglio di nessuna legge - sarebbe meglio riuscire a muoversi evitando il collasso del TNP anche per consentire equilibri più avanzati in termini di denuclearizzazione e disarmo. Questo risultato costruttivo potrebbe venire fuori se la società civile, sostanzialmente ICAN, riuscisse a trainare gli Stati del TPNW a fare in un certo senso una alleanza con le proposte sul non primo uso dell'arma nucleare avanzate dalla Cina.
Sul non primo uso un bel compromesso alla Gandhi ?
Il ragionamento sopra accennato introduce un elemento di realismo politico che spesso manca nel dibattito puramente idealista: l'idea che, per distruggere un sistema ingiusto, non sia necessario farlo crollare (col rischio di un vuoto pericoloso), ma sia più efficace svuotarlo dall'interno attraverso alleanze trasversali.
La "truffa" del TNP si regge sull'idea che i P5 siano i guardiani della stabilità. Se però la società civile (ICAN) e il blocco degli Stati del TPNW riuscissero a convergere su una proposta pragmatica come il "No First Use" (NFU - Non primo uso), la maschera dei "nucleari responsabili" cadrebbe o, quantomeno, sarebbe costretta a cambiare forma.
La convergenza strategica: il TPNW e la proposta Cinese
In questa Conferenza di New York (maggio 2026), l'idea di un'alleanza tattica con la posizione cinese sul "No First Use" potrebbe essere la mossa del cavallo per scardinare l'ipocrisia dei P5 occidentali (USA, Francia, UK) e della Russia.
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La posizione della Cina è originale. Pechino è l'unica delle cinque potenze nucleari "legittime" ad aver dichiarato ufficialmente, fin dal 1964, che non userà mai per prima l'arma nucleare, in nessuna circostanza.
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Questa posizione rappresenta una opportunità per ICAN. Se ICAN spingesse affinché il "No First Use" diventi una clausola vincolante del TNP, metterebbe gli altri quattro membri del P5 in una posizione insostenibile. Se si dichiarano "responsabili", perché si riservano il diritto di colpire per primi?
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L'Italia potrebbe subito avvantaggiarsi della situazione e contribuire a sbloccarla. Una politica di "No First Use" globale renderebbe la presenza delle B61-12 sul nostro suolo ancora più assurda. Se la NATO rinunciasse ufficialmente al primo colpo, la necessità di tenere testate tattiche pronte all'uso "in teatro" (come quelle in Italia) verrebbe drasticamente meno.
Perché evitare il collasso del TNP?
Il crollo del TNP oggi porterebbe a una proliferazione selvaggia. La strategia più avanzata è quindi usare il TPNW per "colonizzare" moralmente il TNP:
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Il possesso nucleare verrebbe delegittimato : mentre il TNP dice "non armatevi", il TPNW aggiunge "chiunque le abbia commette un crimine".
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Il percorso verso il disarmo verrebbe reso praticabile se si stabilissero passaggi intermedi: il "No First Use" è il gradino necessario. È la misura che toglie all'arma nucleare la sua funzione di "offesa preventiva", riportandola a una dimensione di ingombro strategico di cui è più facile sbarazzarsi.
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L'alleanza dei contrari acquisirebbe una leva efficace: gli Stati del TPNW (che sono la maggioranza del mondo) potrebbero votare in blocco nel TNP per risoluzioni che impongano il No First Use come standard minimo di "responsabilità".
Lo scenario a New York (maggio 2026)
Se ICAN riuscisse a far passare questo messaggio, la gerarchia morale verrebbe ribaltata:
| Situazione attuale (Patto leonino) | Situazione proposta (pressione civile) |
| P5 come "poliziotti del mondo" | P5 messi alle strette: o NFU o ipocriti |
| Italia: silenzio e B61-12 | Italia: costretta a giustificare armi offensive in terra non nucleare |
| TNP come scudo per i potenti | TNP come gabbia per costringere al disarmo |
In questo senso, il TPNW non è il nemico del TNP, ma il suo "revisore contabile" più severo. Chiedere il "Non primo uso" non è una resa, ma una manovra di accerchiamento diplomatico. Si dice alle potenze nucleari: "Dite di essere responsabili? Dimostratelo rinunciando ufficialmente a colpire per primi. Se non lo fate, confermate che il TNP è solo una truffa per mantenere il vostro potere."
Questo approccio salverebbe il trattato dal collasso, ma allo stesso tempo lo costringerebbe finalmente a servire lo scopo per cui è nato: il disarmo atomico totale. È una visione che unisce la tenacia dei principi con l'astuzia della diplomazia. È, forse, l'unica strada rimasta prima che l'Orologio dell'Apocalisse arrivi allo scoccare della mezzanotte.
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Lo stato dei lavori della XI Conferenza di revisione del TNP al 5 maggio 2026
Proprio in queste ore (siamo al 5 maggio 2026), la Conferenza è nel pieno della sua fase più delicata. I lavori, iniziati il 27 aprile sotto la presidenza dell'ambasciatore vietnamita Do Hung Viet, entreranno nel vivo delle negoziazioni tecniche nei prossimi giorni.
Ecco un aggiornamento sui punti chiave e sul clima che si respira al Palazzo di Vetro.
IL CONTESTO E' UN VUOTO PERICOLOSO
La conferenza si è aperta in un clima di estrema tensione. Un elemento critico domina i corridoi: il New START tra USA e Russia è scaduto nel febbraio 2026 senza un sostituto. Per la prima volta da decenni, le due superpotenze non hanno limiti vincolanti ai propri arsenali, rendendo l'Articolo VI del TNP (l'impegno al disarmo) un nervo scoperto per la sua ipotizzabile impraticabilità.
LO STATO DEI LAVORI (AGENDA 4-15 MAGGIO)
Dopo il dibattito generale della prima settimana, i delegati si sono ora divisi nei tre Comitati Principali: Disarmo, Non proliferazione e Nucleare "pacifico".
Comitato I (Disarmo): è il "campo di battaglia" principale. Si discute la "riduzione del rischio" e l'effettiva volontà delle potenze nucleari di smantellare le testate. La Russia è sotto accusa per la retorica nucleare in Ucraina, mentre gli USA per il dispiegamento delle B61-12 in Europa (Ghedi e Aviano incluse).
Comitato II (Non proliferazione e garanzie): focus su Iran e Corea del Nord, ma anche sulla crescente preoccupazione per il programma nucleare cinese.
Comitato III (Usi pacifici dell'energia): si discute di come garantire l'accesso alle tecnologie nucleari per scopi civili, un tema caro ai paesi del "Sud Globale".
LA MOBILITAZIONE DELLA SOCIETA' CIVILE
Il 29 aprile si è tenuto un evento cruciale dell'International Peace Bureau (IPB) sul ruolo della società civile nel forzare l'attuazione dell'Articolo VI.
Si parla apertamente di una petizione globale per evitare il terzo fallimento consecutivo (dopo quelli del 2015 e 2022) che svuoterebbe il trattato di ogni credibilità.
Una novità italiana è la partecipazione, per la prima volta, della CGIL che ha mandato una delegazione nell'ambito della presenza CSI (Confederazione Sindacale Internazionale).
NESSI CON LE CAMPAGNE SULLA OBIEZIONE ALLA GUERRA
Con il New START scaduto, nell'ambito della mobilitazione dal basso della società civile, l'obiezione di coscienza, anche nella forma dell'obiezione bancaria antinucleare, diventa ancor più necessaria di fronte a una corsa agli armamenti senza freni legali.
Il fatto che la CGIL sia a New York dà la sponda perfetta per coinvolgere le camere del lavoro locali per una eventuale campagna dei "Comuni Disarmati" sull'esempio di Capaci. Questa campagna la stiamo progettando ed un momento importante di riflessione ed organizzazione sarà la Giornata internazionale per l'obiezione di coscienza che si svolge il 15 maggio.
UN NOSTRO EVENTUALE CONTRIBUTO DI DISARMISTI ESIGENTI
I Disarmisti esigenti, possibilmente coivolgendo altre realtà pacifiste, avrebbero ancora tempo per presentare un loro working paper alla XI Conferenza di revisione del TNP! La scadenza per interventi significativi è l'11 maggio.
Punti chiave per la presentazione:
- Insistere sul TPNW come attuazione del TNP e sulla necessità di un accordo sul No first use dell'arma nucleare. Giudichiamo la posizione ufficiale della Cina sul NFU con proposte concrete sul tappeto una occasione imprescindibile di confronto che apre spazi e possibilità.
- Contattate direttamente la direzione di ICAN o l'IPB e la WILPF (Reaching critical will) che seguono la conferenza per presentare il nostro working paper.
- Individuare chi per noi a New York (Jeffrey Sachs?) può partecipare alle sessioni di lavoro e agli eventi paralleli per promuovere la nostra posizione e incontrare altri delegati e organizzazioni.
Risorse utili:
- Documento "2026 NPT Review Conference Briefing Paper" sul sito di ICAN
- Sito della WILPF, progetto "Reaching critical will", per aggiornamenti e risorse sulla conferenza
Obiettivo:
- Promuovere il TPNW come strumento concreto per il disarmo nucleare con capacità di influenza tattica sull'ambiente geopolitico complessivo
- Influire sull'agenda della conferenza per un accordo sul No first use dell'arma nucleare
Alfonso Navarra, coordinatore, per conto dei Disarmisti (www.disarmistiesigenti.org) esigenti ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom. Domenica 10 maggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00
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ICAN affronta la Conferenza di Revisione del TNP denunciando rischi nucleari al livello più alto mai registrato
INFO PRELIMINARI A CURA DE TRATTE DA AGENZIE STAMPA. La Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) si sta svolgendo a New York dal 27 aprile al 22 maggio 2026. È un momento cruciale per il disarmo nucleare, dato che il TNP è la pietra angolare del regime globale di non proliferazione nucleare.
Obiettivi ufficiali della Conferenza:
- Rafforzare l'attuazione del TNP nei suoi tre pilastri: disarmo, non proliferazione e usi pacifici dell'energia nucleare
- Promuovere un maggiore coinvolgimento degli Stati parti e della società civile
- Affrontare le sfide globali alla non proliferazione e al disarmo nucleare
Sfide e Preoccupazioni:
- La minaccia nucleare è tornata a essere un tema caldo, con la crescita della spesa militare globale e la modernizzazione degli arsenali nucleari
- Il TNP è stato criticato per la mancanza di progressi nel disarmo nucleare, con alcuni Stati che non hanno rispettato gli impegni assunti
- La conferenza si svolge in un contesto di tensioni geopolitiche e di sfiducia tra gli Stati
Iniziative e Proposte:
- L'Unione Europea sta sostenendo attività per facilitare il buon esito della conferenza, incluse consultazioni regionali e la sponsorizzazione di delegati
- Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) è visto da molti Stati parte come uno strumento per rafforzare il disarmo nucleare e la non proliferazione
- La società civile e le organizzazioni non governative stanno facendo pressione per un maggiore impegno verso il disarmo nucleare
La conferenza è un'opportunità per gli Stati di riaffermare il loro impegno verso il disarmo nucleare e la non proliferazione, ma il risultato è incerto a causa delle sfide e delle tensioni esistenti.
Qui inizia il comunicato ICAN (postato il 1 maggio 2026 sul sito ufficiale www,icanw.org)
Gli Stati del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) si stanno incontrando all'ONU a New York con tensioni elevate tra i membri armati di armi nucleari e con due di essi, Stati Uniti e Russia, coinvolti in guerre di aggressione illegali contro membri non dotati di armi nucleari, Iran e Ucraina.
La conferenza si è conclusa la sua prima settimana avendo ascoltato accuse e controaccuse di mala fede e atti provocatori e illegali tra alcuni membri, inclusi Iran e Stati Uniti. Ci sono state anche dichiarazioni costruttive da parte dei membri, in particolare di coloro che sono anche parti del Trattato ONU sul Divieto delle Armi Nucleari (TPNW), che chiedono azioni concrete sul disarmo e affinché i membri che sostengono la dottrina della deterrenza la abbandonino, poiché ciò mina lo scopo del TNP.
NPT sotto pressione
Quando i cinque stati originariamente dotati di armi nucleari aderirono al TNP, si impegnarono a perseguire il disarmo nucleare in buona fede come previsto dall'Articolo VI del trattato, ma decenni dopo non ci sono riusciti. Infatti, dopo una riduzione degli arsenali da parte di Stati Uniti, Russia, Francia e Regno Unito dopo la fine della Guerra Fredda, quei paesi, più la Cina, stanno tutti modernizzando i loro arsenali e li stanno ampliando o hanno piani per farlo, che è l'opposto di ciò che dovrebbero fare secondo il trattato.
Politici di alto livello in alcuni paesi che si sono impegnati a non essere stati dotati di armi nucleari e a non incoraggiare la proliferazione quando sono entrati, principalmente membri della NATO in Europa, hanno discusso di accettare la "protezione" nucleare dalla Francia e persino di sviluppare armi nucleari proprie, cosa che è stata discussa apertamente anche in Corea del Sud. Questo si aggiunge alle preoccupazioni per l'arricchimento di materiali nucleari da parte dell'Iran oltre ciò che è necessario per scopi civili e alla minaccia dell'Arabia Saudita di sviluppare armi nucleari se l'Iran lo farà.
Dichiarazione di ICAN alla conferenza
Alicia Sanders-Zakre, responsabile delle politiche di ICAN, ha detto ai delegati in sessione plenaria: "Gli stati presenti in questa sala che sono seri riguardo a questo trattato dovrebbero riconoscere la loro posizione. Il pilastro del TNP per il disarmo sta fallendo perché un piccolo numero di stati ha deciso che le loro politiche nazionali contano più dei loro obblighi legali e più della sicurezza dell'umanità in generale. La maggior parte dei membri di questo trattato non ha mai accettato questa conclusione."
La signora Sanders-Zakre ha anche affermato che il TPNW, che la maggioranza dei membri del TNP ha firmato o ratificato, è un modo per realizzare l'obiettivo di disarmo del TNP: "Il TPNW completa il TNP. È così che appare l'Articolo VI se lo prendi sul serio. Per gli stati presenti in questa sala che sono impegnati a rispettare l'accordo centrale di questo trattato, e che stanno osservando che tale accordo viene svuotato, ciclo dopo ciclo, il TPNW è lo strumento complementare disponibile per mantenere una delle promesse più centrali del TNP."
Poche prospettive di accordo
Non è stato stabilito un risultato concordato nelle precedenti due Conferenze di Revisione del 2022 e 2015. Nel 2022, la Russia ha bloccato l'accordo sui tentativi di inserire critiche nel documento finale della sua invasione dell'Ucraina, durante la quale ha preso il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nel 2015, il disaccordo sulla proposta di una zona mediorientale libera da armi di distruzione di massa ha impedito ai membri di raggiungere un consenso.
Date le tensioni e le divisioni già evidenti questa settimana, sembra improbabile che si possa raggiungere un esito concordato in questa conferenza e molti esperti ritengono che ciò indebolirà ulteriormente un regime di trattato del TNP già instabile.
L'alternativa allo stallo
All'apertura della conferenza, ICAN ha pubblicato il Rapporto Cornerstone, che documenta come il trattato venga sistematicamente minato dagli stati dotati di armi nucleari e da alcuni dei loro alleati più stretti, e cosa si possa fare per attuare la promessa del TNP su non proliferazione e disarmo.
Il rapporto sostiene che, sebbene una minoranza di stati blocchi e, di recente, annulli i progressi nell'attuazione del TNP, una larga maggioranza degli stati ha negoziato il TPNW. Questo trattato è entrato in vigore nel 2021, conta la maggioranza degli Stati membri del TNP a bordo e ha costruito in cinque anni ciò che il pilastro del TNP per il disarmo non ha prodotto da oltre mezzo secolo. Questo novembre si terrà la sua prima Conferenza di Revisione a New York. Tutti gli stati, e in particolare coloro che sono seri nel rispettare la promessa originaria del TNP, dovrebbero partecipare.
Scarica il Rapporto Cornerstone
TPNW COME PORTO NON COME UNICA NAVE
I DISARMISTI ESIGENTI SUGGERISCONO AD ICAN MAGGIORE FLESSIBILITA' SU DETERRENZA E RUOLO ESCLUSIVO DEL TPNW CON L'ADOTTARE IL CONCETTO DI "TRANSIZIONE SICURA"
Da parte di ICAN non riteniamo realistica la richiesta dell'abbandono immediato del concetto di deterrenza. Tramite il No first use si può approdare, quale passo intermedio, alla deterrenza minima o sufficiente, come adottato dalla Cina.
E' giusto rivendicare il riconoscimento del TPNW quale strumento disponibile per attuare l'articolo VI del TNP.
Ma il TPNW non va considerato, in questo momento, l'unico strumento da praticare per avanzare nella direzione del disarmo nucleare.
Il rapporto Cornerstone presentato da ICAN è, a nostro avviso, deficitario per questa sua rigidità sia sulla deterrenza da abbandonare immediatamente da parte delle potenze nucleari sia sul prospettare il TPNW quale unico percorso per l'articolo VI del TNP.
Questa critica dei Disarmisti esigenti ad ICAN può diventare costruttiva e convincente, a nostro avviso, mediante la messa in campo del concetto di "transizione sicura".
Questa critica dei Disarmisti Esigenti tocca un punto fondamentale della strategia politica: la differenza tra testimonianza profetica e incisività diplomatica. La seconda può forse essere colta dai delegati della conferenza se si punta su un disarmo che tiene conto delle esigenze di sicurezza percepite dagli Stati.
Ecco alcuni argomenti chiave, strutturati per un confronto costruttivo, che mettono in luce i limiti del rapporto Cornerstone e offrono una via d'uscita pragmatica.
1. La deterrenza come "realtà di fatto" vs "valore morale"
ICAN spesso tratta la deterrenza esclusivamente come un fallimento morale. Tuttavia, per gli Stati, essa è una dottrina di sicurezza radicata.
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Chiedere l'abbandono immediato della deterrenza senza offrire un paracadute strategico (come il No First Use) viene percepito dai decisori come un invito ad un disarmo unilaterale azzardato o al caos.
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La nostra proposta è che ICAN adotti il concetto di "de-escalation dottrinale". Il No First Use cinese non è la fine della deterrenza, ma la sua possibile trasformazione in deterrenza minima. Questo è un obiettivo intermedio digeribile che riduce il rischio di apocalisse immediata senza pretendere che gli Stati rinuncino istantaneamente a ciò che considerano (giustamente o meno) la loro protezione.
2. Il TPNW come "acceleratore", non come "sostituto" del TNP
Il rapporto Cornerstone rischia di presentare il TPNW come un binario parallelo che rende obsoleto il TNP. Questo approccio aliena quegli Stati che, pur volendo il disarmo, temono di destabilizzare l'unica architettura legale esistente.
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Definire il TPNW come l'unico percorso per attuare l'Articolo VI del TNP è un azzardo logico e politico. Il disarmo nucleare è un processo "multi-strato".
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La nostra proposta: è di promuovere il TPNW quale standard normativo d'arrivo, senza però disconoscere la validità di altri strumenti parziali: trattati CTBT (messa al bando dei test), FMCT (taglio dei materiali fissili) e accordi bilaterali di riduzione. La "rigidità" di ICAN rischia di far apparire il TPNW come una setta di "puri" anziché come una piattaforma aperta.
3. Evitare l'isolamento diplomatico
La forza di ICAN è stata quella di portare la società civile al centro dei negoziati sul disarmo. Ma la rigidità attuale rischia di trasformare questa forza in un limite.
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Se ICAN si arrocca sul "tutto o niente", le potenze del P5 useranno questa rigidità per dipingere il movimento come ingenuo o irresponsabile, giustificando così il proprio immobilismo.
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La nostra proposta è adottare la strategia della "flessibilità esigente". Sostenere la Cina quando propone il No First Use, sostenere la NAC quando propone la riduzione del rischio, e usare il TPNW per dare un quadro legale a questi successi parziali. In breve: il TPNW deve essere il porto, non l'unica nave.
Sintesi della critica costruttiva (da inviare a ICAN)
"Riconosciamo al rapporto Cornerstone il merito di aver ribadito l'illegalità delle armi nucleari. Tuttavia, riteniamo che una postura più flessibile sulla deterrenza minima (via No First Use) e una visione multilaterale e incrementale del percorso verso l'Articolo VI siano necessarie per non trasformare il TPNW in un'isola splendida ma isolata. La realtà geopolitica del 2026 richiede che ICAN non agisca solo come bussola morale, ma come mediatore di passi intermedi concreti, integrando le proposte di quegli Stati (come la Cina o la NAC) che offrono varchi reali nel muro della contrapposizione nucleare."
Tabella: Il cambio di paradigma proposto
| Posizione ICAN (Cornerstone) | Proposta dei Disarmisti Esigenti | Vantaggio Strategico |
| Deterrenza: da abolire subito. | Deterrenza: da ridurre a "minima" via NFU. | Coinvolge gli Stati nucleari nel dialogo. |
| TPNW: unico percorso legale. | TPNW: strumento d'attuazione finale. | Salva il TNP e crea ponti con i "non-firmatari". |
| Obiettivo: abolizione immediata. | Obiettivo: riduzione del rischio + abolizione progressiva. | Evita l'accusa di utopismo e salva vite subito. |
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CANTIERE PROVVISORIO: L'ELABORAZIONE DA PARTE DEI DISARMISTI ESIGENTI DEL WORKING PAPER DA PRESENTARE ENTRO L'11 MAGGIO 2026 ALLA REVISIONE DEL TNP
Per concretizzare l'intenzione dei "Disarmisti Esigenti & Partners" e far arrivare un nostro working paper ai tavoli del Palazzo di Vetro, bisogna distinguere tra la procedura formale per gli Stati e quella per la società civile.
Considerando che la XI Conferenza di Revisione del TNP è iniziata il 27 aprile 2026 e si concluderà il 22 maggio 2026, ecco le coordinate tecniche, che siamo riusciti a ricavare da Internet:
1. La scadenza (Deadline)
- Per i documenti ufficiali (Working Papers degli Stati): non esiste una data di chiusura rigida durante la conferenza, ma per essere tradotti nelle sei lingue ufficiali e inseriti nell'agenda di discussione dei vari comitati, i documenti vengono solitamente presentati entro la fine della prima settimana di lavori (quindi entro il 1° o 2 maggio 2026).
- Per i documenti delle ONG (NGO Materials): possiamo inviare contributi durante tutta la durata della Conferenza. Tuttavia, per avere un impatto reale sui delegati prima che inizino le fasi di redazione del documento finale, il materiale dovrebbe essere caricato e distribuito entro la metà della seconda settimana (intorno all'8 maggio 2026).
2. Il canale: ICAN o Reaching Critical Will?
Sebbene ICAN sia il punto di riferimento politico per il TPNW, il canale tecnico-operativo storico che gestisce la presenza della società civile al TNP è Reaching Critical Will (RCW), una branca della Women's International League for Peace and Freedom (WILPF).
Ecco come potremmo muoverci:
- Canale Reaching Critical Will: è l'organismo che raccoglie i "Working Papers delle ONG" e li pubblica sul sito ufficiale del monitoraggio del TNP, rendendoli accessibili a tutti i diplomatici. Dovremmo inviare il documento a loro (solitamente via mail a info@reachingcriticalwill.org)
. - Canale ICAN : se vogliamo che il nostro documento abbia una spinta politica, dobbiamo contattare la dirigenza di ICAN. Loro possono inserire le nostre tesi nei briefing quotidiani che ICAN tiene per gli Stati amici (come l'Austria, il Messico o l'Irlanda).
- Il "gancio" statale: poiché un Working Paper ha valore legale solo se presentato da uno Stato, la mossa più ambiziosa sarebbe inviare il documento alla missione diplomatica di un paese della New Agenda Coalition (NAC) o alla Cina stessa, chiedendo che le nostre osservazioni vengano citate o allegate ai loro interventi ufficiali.
3. Procedura pratica per i "Disarmisti Esigenti"
- Formattazione: il documento deve essere in inglese (lingua franca dei negoziati).
- Accreditamento: dato che non siamo accreditati come ONG con status consultivo ECOSOC, dobbiamo necessariamente passare sotto l'ombrello di una rete già accreditata (come appunto ICAN o WILPF).
- Distribuzione: una volta inviato digitalmente a Reaching Critical Will, se abbiamo qualcuno fisicamente a New York, il documento può essere depositato (previa autorizzazione del Segretariato) sui tavoli della documentazione all'ingresso delle sale negoziali.
Sintesi per l'azione immediata
Se vogliamo che il nostro invito sul "No First Use" arrivi in tempo per influenzare i lavori dei Comitati Principali (specialmente il Comitato I sul Disarmo), dobbiamo finalizzare e inviare il testo entro i prossimi 3-4 giorni. Praticamente possiamo porci il 10 maggio come scadenza.
La mossa da fare è contattare immediatamente la segreteria di ICAN a Ginevra, dicendo esplicitamente che abbiamo un Working Paper focalizzato sul nesso Cina-NAC-No First Use da inserire nei materiali della società civile per la XI Revisione.
La bozza di testo sotto proposta può essere ritenuta efficace per i "disarmisti esigenti e i loro partner politici nella loro tattica di pressione verso ICAN.
- Non è rinunciataria: usa il No First Use come uno strumento diplomatico per mettere i P5 di fronte alle proprie responsabilità.
- È realistica: non chiede il disarmo immediato in un giorno (che verrebbe ignorato), ma chiede un impegno legale che, ad esempio, cambierebbe radicalmente la postura militare nei Paesi, tra i quali l'Italia (con Ghedi, Aviano e quanto altro), partecipanti alla condivisione nucleare NATO.
- Crea alleanze: lega le proposte cinesi (spesso ignorate dall'Occidente per ragioni politiche) alle istanze del Sud Globale e dei movimenti pacifisti europei.
- La proposta di adottare una politica di No First Use globale è un passo importante, ma potrebbe essere più specifica e dettagliata.
- L'integrazione tra TNP e TPNW è un punto chiave, ma potrebbe essere più sviluppata.
- La raccomandazione di istituire un meccanismo di monitoraggio permanente sugli investimenti per la modernizzazione degli arsenali è un punto importante, ma potrebbe essere più specifica.Proposte di modifica potrebbero essere sviluppate lungo la seguente linea:- Aggiungere un paragrafo introduttivo che spieghi l'importanza della Conferenza di Revisione del TNP ("un cattivo Trattato è sempre meglio di nessun Trattato") e l'urgenza del disarmo nucleare.
- Sviluppare ulteriormente la proposta di No First Use, specificando le modalità di attuazione e le conseguenze per gli Stati che non la rispettano. Si potrebbe accennare alle misure di deallertizzazione, alla separazione delle testate dai vettori, al divieto di impiego dell'AI, al ruolo ispettivo potenziato dell'AIEA.
- Aggiungere un paragrafo sulla necessità di aumentare la trasparenza e la responsabilità degli Stati nucleari.
- Concludere con un appello forte e chiaro per il disarmo nucleare e la pace.
Infine ecco dei suggerimenti per l'invio del testo, ovviamente in lingua inglese. (Probabilmente il contatto chiave è Ray Acheson di Reaching Critical Will)
- Titolo del file: quando inviamo il file a Reaching Critical Will o ICAN, dobbiamo nominare il file in modo chiaro:
NPT_RevCon_2026_NGO_.WorkingPaper_NFU_ DisarmistiEsigenti.pdf - Cover letter: dobbiamo accompagnare il documento con due righe in inglese:
"Please find attached the Working Paper submitted by 'Disarmisti Esigenti' (Italy) regarding the proposal for a universal No First Use commitment and the integration of TPNW principles within the XI NPT Review Conference."
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CONFERENZA DELLE PARTI PER LA REVISIONE DEL TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE NUCLEARE (TNP)
New York, aprile-maggio 2026
Documento di Lavoro (Working Paper) Oggetto: Superare l'asimmetria del TNP attraverso l'universalizzazione dell'impegno al "Non primo uso" (No First Use) e l'integrazione dei principi del TPNW.
I. Premessa: la crisi di credibilità del TNP
- Il Trattato di Non Proliferazione (TNP) attraversa una crisi di legittimità senza precedenti. Il "patto leonino" originario — che riconosce a cinque Stati (P5) lo status di potenze nucleari in cambio di una promessa di disarmo mai pienamente onorata (Art. VI) — è percepito da larga parte della comunità globale come una condizione asimmetrica e, in ultima istanza, elusiva.
- Mentre gli Stati non nucleari rispettano i propri obblighi, le potenze nucleari procedono alla modernizzazione tecnologica dei propri arsenali (es. testate B61-12 qui in Italia) e mantengono in vigore dottrine di "condivisione nucleare" che eludono lo spirito del Trattato, trasformando la deterrenza in una minaccia permanente.
II. Il "Non Primo Uso" (NFU) come misura di realismo e riduzione del rischio
- In un contesto di tensioni geopolitiche crescenti, le dottrine del "Primo Uso" aumentano esponenzialmente il rischio di escalation nucleare, sia essa intenzionale, accidentale o dovuta a errori di calcolo.
- Si accoglie con favore la proposta di lungo corso della Cina riguardante un impegno universale al "Non primo uso" e si sostengono le iniziative della New Agenda Coalition (NAC) volte a tradurre la riduzione del rischio in impegni giuridicamente vincolanti.
- L'adozione di una politica di No First Use (NFU) globale rappresenterebbe un ponte necessario tra la realtà attuale e l'obiettivo del disarmo totale. Se le potenze nucleari dichiarano di non essere le prime a colpire, la logica stessa dell'esistenza dell'arma atomica viene depotenziata, facilitando la transizione verso lo smantellamento previsto dal TPNW.
III. Integrazione tra TNP e TPNW
- Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) non deve essere visto come un'alternativa al TNP, ma come il suo compimento morale e legale. La distinzione tra "nucleari responsabili" e "aspiranti pericolosi" è una costruzione che mina la sicurezza collettiva. Questo è detto nel testo stesso del TPNW ma va ribadito con più forza ed efficacia.
- Si esorta la Conferenza a riconoscere che il possesso di armi nucleari sul suolo di Stati non nucleari (Nuclear Sharing) rappresenta una "zona grigia" che incrina l'integrità del regime di non proliferazione.
IV. Raccomandazioni operative alla Conferenza
Le Parti sono invitate a:
- A. Sottoscrivere una dichiarazione congiunta che impegni tutti gli Stati dotati di armi nucleari alla politica del Non Primo Uso assoluto e incondizionato verso qualsiasi Stato, nucleare o meno.
- B. Stabilire un calendario certo per il ritiro delle armi nucleari tattiche dai territori degli Stati non nucleari (con specifico riferimento alle basi europee coinvolte nel Nuclear Sharing), rendendo trasparenti le consistenze attuali.
- C. Integrare nelle conclusioni della Conferenza il riconoscimento delle conseguenze umanitarie catastrofiche descritte dal preambolo del TPNW, elevando lo standard di responsabilità per tutti i firmatari.
- D. Istituire un meccanismo di monitoraggio permanente sugli investimenti per la modernizzazione degli arsenali, denunciandoli come violazione dello spirito dell'Articolo VI.
V. Conclusioni
La pace attraverso il disarmo (Papa Leone direbbe: "disarmata e disarmante") non è un’illusione generosa, ma una necessità urgente. La stabilità globale non può continuare a reggersi su un patto che garantisce privilegi a pochi e rischi a molti. L'adozione del "Non primo uso" da parte delle P5 e di tutti gli Stati nucleari è il passo minimo, irrinunciabile e immediato per evitare che l'Orologio dell'Apocalisse giunga alla mezzanotte.
WORKING PAPER: PROPOSAL FOR A UNIVERSAL "NO FIRST USE" (NFU) COMMITMENT
Submitting Entities: Disarmisti Esigenti & Partners (Civil Society Coalition)
1. Addressing the structural imbalance of the NPT
English: "The NPT regime is currently facing a crisis of legitimacy rooted in its inherent structural asymmetry. The original 'grand bargain' has increasingly morphed into a 'Leonine Contract,' wherein the Five Nuclear-Weapon States (P5) enjoy the status of legitimate possessors in exchange for a pledge to pursue disarmament under Article VI—a pledge that remains unfulfilled and without a definitive timeline. We must move beyond this paradigm to prevent the total collapse of the non-proliferation framework."
Nota: Leonine Contract è il termine giuridico internazionale per "contratto leonino" (un accordo iniquo dove una parte ha tutti i vantaggi).
2. The "No First Use" (NFU) as a risk reduction imperative
English: "Given the heightened global geopolitical tensions and the modernization of nuclear arsenals (notably the deployment of B61-12 warheads in Europe), the doctrine of 'First Use' poses an existential threat to humanity. We strenuously urge the Conference to consider the universal adoption of a 'No First Use' (NFU) policy as a pragmatic and immediate risk-reduction measure. Such an alignment would bridge the gap between the NPT’s security concerns and the TPNW’s humanitarian imperatives."
3. Synergies between China’s proposals and the New Agenda Coalition (NAC)
English: "We welcome and support the long-standing proposal by the People’s Republic of China for a treaty on the mutual non-first-use of nuclear weapons. Furthermore, we endorse the initiatives of the New Agenda Coalition (NAC) which call for concrete, legally binding commitments to de-alerting and risk reduction. A collective NFU commitment would de-legitimize the offensive utility of nuclear weapons, facilitating the transition toward the total elimination envisioned by the Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons (TPNW)."
4. On Nuclear sharing and transparency
English: "The practice of 'Nuclear Sharing'—specifically the stationing of nuclear weapons on the territory of non-nuclear-weapon states—creates 'gray zones' that undermine the integrity of Articles I and II of the NPT. Transparency regarding the presence and modernization of these tactical assets is no longer optional; it is a prerequisite for trust-building. The Conference must demand a clear roadmap for the removal of these assets from non-nuclear soils."
5. Concluding appeal: diplomacy over power logics
English: "Peace cannot be left solely in the hands of governments; it must be constructed through the organized persistence of civil society. Disarmament is not a generous illusion but an urgent necessity. We call upon all States Parties to transcend power logics and adopt the NFU commitment as a foundational step toward a world free of nuclear weapons."
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NOTA SULLA NAC
La New Agenda Coalition (NAC) è una voce fondamentale nel panorama del disarmo, nata proprio per scardinare quel "patto leonino" di cui parliamo. Fondata nel 1998, è un gruppo di pressione composto da paesi di "media potenza" che non possiedono armi nucleari ma esercitano un forte peso diplomatico.
Ecco l'identikit della coalizione:
1. Chi ne fa parte?
I membri attuali sono Brasile, Egitto, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda e Sudafrica.
- In passato ne hanno fatto parte anche Svezia e Slovenia.
- È un gruppo geograficamente molto distribuito (copre Europa, Africa, America Latina e Oceania), il che gli conferisce una legittimità globale superiore a quella di singoli blocchi regionali.
2. Perché è nata?
La NAC è nata come reazione alla frustrazione degli anni '90. Dopo che il TNP fu esteso a tempo indeterminato nel 1995, le potenze nucleari (P5) sembrarono "sedersi sugli allori", rallentando i processi di disarmo. La NAC ha detto: "Non abbiamo firmato un assegno in bianco; l'estensione del trattato deve corrispondere a un impegno reale verso lo smantellamento delle testate".
3. Quali sono i suoi successi storici?
Il contributo più celebre della NAC è stato aiutarne la mediazione durante la Conferenza di Revisione del TNP del 2000, dove riuscì a far accettare ai P5 i famosi "13 passi pratici" per il disarmo nucleare. Fu la prima volta che le potenze nucleari ammisero ufficialmente che il disarmo è un obbligo "inequivocabile".
4. La posizione attuale (verso il 2026)
Oggi la NAC lavora su tre fronti che possiamo considerare allineati alla nostra strategia di "disarmisti esigenti":
- De-legittimazione della deterrenza: sostengono che la sicurezza basata sulla minaccia nucleare sia un'illusione pericolosa che incentiva la proliferazione.
- Riduzione del rischio (Risk Reduction): promuovono misure concrete come il de-alerting (togliere i missili dallo stato di massima allerta) e, appunto, il "No First Use".
- Sostegno al TPNW: tutti i membri della NAC sono stati tra i più forti sostenitori della nascita del Trattato di Proibizione, vedendolo come lo strumento per dare forza legale all'Articolo VI del TNP.
In sintesi: La NAC potrebbe rappresentare un "motore diplomatico" che trasforma le aspirazioni della società civile (come quelle di ICAN) in risoluzioni ufficiali dell'ONU.
È per questo che, nel nostro working paper, citare la NAC può risultare una mossa vincente: stiamo parlando la lingua di quegli Stati che hanno la forza di portare la nostra proposta direttamente nei comitati decisionali di New York.

https://www.
Alfonso Navarra per conto dei Disarmisti esigenti ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom. Domenica 10 maggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00
Entra nella riunione in Zoom
https://us06web.zoom.us/j/
Ordine del giorno della riunione
https://docs.zoom.us/agenda/
La sfida che sottopongo è trasformare la bozza che ho elaborato in un documento capace di scuotere la rigidità di ICAN e, contemporaneamente, parlare il linguaggio dei diplomatici a New York: per ottenere ciò dobbiamo applicare la lente della "transizione sicura".
L'idea forza è: il TPNW è il porto, la destinazione finale sicura e legale; ma per arrivarci serve una flotta di navi (accordi intermedi) e una rotta tracciata (la de-escalation dottrinale).
Ecco la proposta di Working Paper integrata e potenziata, pronta per la traduzione (vedi sotto) e l'invio.
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DOCUMENTO DI LAVORO (WORKING PAPER): XI CONFERENZA DI REVISIONE DEL TNP (2026) - BOZZA NUMERO 2
Titolo: Verso una transizione sicura: integrare il "Non Primo Uso" (NFU) e il TPNW come tabella di marcia per l'attuazione dell'Articolo VI. Soggetti Proponenti: Disarmisti Esigenti & Partners (Coalizione della Società Civile)
I. Introduzione: l'urgenza di una "transizione sicura"
L'11ª Conferenza di Revisione del TNP si riunisce in un momento in cui il "Contratto leonino" – l'ineguaglianza sistemica tra gli Stati dotati di armi nucleari (NWS) e gli Stati non dotati di armi nucleari (NNWS) – ha raggiunto il punto di rottura. Pur riaffermando che "un Trattato imperfetto è meglio di nessun Trattato", dobbiamo riconoscere che la sopravvivenza del TNP dipende dalla sua capacità di evolversi. Proponiamo il concetto di "Transizione sicura": un percorso diplomatico pragmatico che affronti le preoccupazioni di sicurezza degli Stati perseguendo, al contempo, con determinazione l'eliminazione totale delle armi nucleari.
II. La de-escalation come paracadute dottrinale: il pilastro del "Non Primo Uso" (NFU)
Chiedere l'abbandono immediato della deterrenza senza fornire un "paracadute" strategico è spesso percepito come un invito al caos. Proponiamo che la Conferenza adotti la "De-escalation dottrinale" attraverso un impegno universale al Non Primo Uso (No-First-Use - NFU).
- Leadership della Cina e sinergie con la NAC: esortiamo i P5 ad adottare la proposta sostenuta da tempo dalla Cina e supportata dalla New Agenda Coalition (NAC). Il NFU non rappresenta la fine della deterrenza, ma la sua trasformazione in "Deterrenza Minima/Sufficiente".
- Attuazione tecnica: Il NFU deve essere sostanziato da concrete misure di riduzione dell'allerta (de-alerting):
- Separazione fisica delle testate dai vettori di lancio.
- Un divieto giuridicamente vincolante sull'uso dell'Intelligenza Artificiale (IA) nel Comando, Controllo e Comunicazioni nucleari (NC3) per prevenire "guerre lampo" (Flash-wars).
- Un potenziato controllo dell'AIEA sulla non-dislocazione di asset tattici.
III. Il TPNW: il porto, non l'unica nave
Suggeriamo un cambiamento nella narrazione della società civile, rivolgendoci specificamente al rapporto Cornerstone di ICAN. Il TPNW deve essere riconosciuto come il porto normativo – la destinazione legale in cui tutte le armi nucleari sono proibite. Tuttavia, esso non può essere l'unica nave.
- L'approccio multi-livello: la transizione richiede la navigazione coordinata di molteplici strumenti: il CTBT (messa al bando dei test), un futuro FMCT (taglio del materiale fissile) e i trattati bilaterali di riduzione.
- Porre fine alle "Zone Grigie": gli accordi di Condivisione Nucleare (Nuclear Sharing, ad esempio le testate B61-12 in Italia e in Europa) rappresentano una "zona grigia" che viola lo spirito degli Articoli I e II. Una "Transizione sicura" richiede una tabella di marcia trasparente per la rimozione di questi asset come misura di rafforzamento della fiducia.
IV. Raccomandazioni operative per il Documento Finale del 2026
Si sollecitano le Parti a:
- Codificare il NFU: formalizzare una dichiarazione congiunta che impegni tutti gli Stati nucleari a una politica assoluta di Non Primo Uso contro qualsiasi Stato.
- Istituire un Osservatorio sulla Modernizzazione: creare un meccanismo permanente delle Nazioni Unite per sottoporre a revisione (audit) gli investimenti nella modernizzazione nucleare, denunciandoli come violazioni della "buona fede" prevista dall'Articolo VI.
- Integrazione umanitaria: inserire le conclusioni umanitarie del TPNW nei "Principi e Obiettivi" del TNP, elevando lo standard legale per tutti i firmatari.
V. Conclusione: testimonianza profetica e incisività diplomatica
La pace che cerchiamo è "disarmata e disarmante". Adottando una "Flessibilità esigente", passiamo da una testimonianza puramente morale all'incisività diplomatica. Il TPNW è il nostro porto, ma il NFU è il timone che allontanerà il TNP dalla mezzanotte dell'Orologio dell'Apocalisse.
WORKING PAPER: XI NPT REVIEW CONFERENCE (2026)
Titolo: Towards a Secure Transition: integrating No-First-Use (NFU) and the TPNW as a Roadmap for Article VI Implementation. Soggetti Proponenti: Disarmisti Esigenti & Partners (Civil Society Coalition)
I. Introduction: the Urgency of a "Secure Transition"
The 11th NPT Review Conference convenes at a time when the "Leonine Contract" – the systemic inequality between Nuclear-Weapon States (NWS) and Non-Nuclear-Weapon States (NNWS) – has reached a breaking point. While we reaffirm that "a flawed Treaty is better than no Treaty," we must acknowledge that the NPT's survival depends on its ability to evolve. We propose the concept of a "Secure Transition": a pragmatic diplomatic path that addresses the security concerns of States while relentlessly pursuing the total elimination of nuclear weapons.
II. De-escalation as doctrinal parachute: the No-First-Use (NFU) Pillar
To demand the immediate abandonment of deterrence without providing a strategic "parachute" is often perceived as an invitation to chaos. We propose that the Conference adopts "Doctrinal De-escalation" through a universal No-First-Use (NFU) commitment.
- China’s Leadership & NAC Synergies: we urge the P5 to adopt the proposal long-championed by China and supported by the New Agenda Coalition (NAC). NFU is not the end of deterrence, but its transformation into "Minimum/Sufficient Deterrence."
- Technical Implementation: NFU must be substantiated by concrete de-alerting measures:
- Physical separation of warheads from delivery vehicles.
- A legally binding ban on the use of Artificial Intelligence (AI) in nuclear Command, Control, and Communications (NC3) to prevent "Flash-wars."
- Enhanced IAEA oversight on the non-deployment of tactical assets.
III. The TPNW: the harbor, not the only ship
We suggest a shift in the civil society narrative, specifically addressing the ICAN Cornerstone Report. The TPNW must be recognized as the normative harbor – the legal destination where all nuclear weapons are prohibited. However, it cannot be the only ship.
- The Multi-Layered Approach: the transition requires the coordinated sailing of multiple instruments: the CTBT (testing ban), a future FMCT (fissile material cut-off), and bilateral reduction treaties.
- Ending "Gray Zones": the Nuclear Sharing arrangements (e.g., B61-12 warheads in Italy and Europe) represent a "gray zone" that violates the spirit of Articles I and II. A "Secure Transition" requires a transparent roadmap for the removal of these assets as a confidence-building measure.
IV. Operational recommendations for the 2026 Final Document
The Parties are urged to:
- Codify NFU: formalize a joint declaration committing all NWS to an absolute No-First-Use policy against any State.
- Establish a modernization monitor: create a permanent UN mechanism to audit investments in nuclear modernization, denouncing them as breaches of Article VI "good faith."
- Humanitarian integration: incorporate the TPNW’s humanitarian findings into the NPT’s "Principles and Objectives," elevating the legal standard for all signatories.
V. Conclusion: prophetic witness and diplomatic incisiveness
The peace we seek is "disarmed and disarming." By adopting "Demanding Flexibility," we move from a purely moral witness to diplomatic incisiveness. The TPNW is our harbor, but the NFU is the rudder that will steer the NPT away from the midnight of the Doomsday Clock.
Strategia di Pressione su ICAN (Nota per i Disarmisti Esigenti)
Per rendere questa critica "costruttiva" nel dialogo con Ray Acheson o la dirigenza ICAN, suggerisco di accompagnare il documento con questa nota di sintesi:
"Chiediamo a ICAN di sviluppare il rapporto Cornerstone nel senso di una maggiore flessibilità e complessità strategica e tattica. Presentare il TPNW come l'unica via possibile rischia l'isolamento diplomatico. Proponiamo invece di 'usare' il No First Use cinese e le istanze della NAC per forzare i P5 in un angolo: se rifiutano il NFU, confermano la loro malafede; se lo accettano, indeboliscono la logica stessa della deterrenza offensiva, aprendo la strada al TPNW. È tempo di passare dalla pura declamazione di principi (giusti, per carità!) alla mediazione di passi intermedi concreti."
Checklist per l'invio entro il 10 Maggio 2026:
- Oggetto Mail:
SUBMISSION: NGO Working Paper - Disarmisti Esigenti - NFU and Secure Transition - Destinatari:
info@reachingcriticalwill.org(Ray Acheson), - Allegato: il testo sopra (in inglese) salvato come PDF con il nome file concordato:
NPT_RevCon_2026_NGO_.WorkingPaper_NFU_ DisarmistiEsigenti.pdf
Il concetto di "transizione sicura" (o secure transition), così come si propone di declinarlo in relazione al binomio NFU-TPNW e alla critica costruttiva ad ICAN, possiede - per quello che mi risulta - una forte componente di originalità nell'elaborazione dei Disarmisti Esigenti, pur innestandosi su un terreno di dibattito accademico e diplomatico esistente.
Ecco come si distingue la proposta rispetto al panorama ufficiale:
1. L'originalità della definizione
Nella letteratura diplomatica standard, il termine "transizione" viene solitamente usato in modo generico per indicare il passaggio da un mondo armato a uno disarmato. L'originalità risiede nel pensare di trasformata in una categoria politica e strategica precisa, usata come:
- Ponte dottrinale: non solo un auspicio, ma un "paracadute" (il passaggio dalla deterrenza massima alla deterrenza minima via NFU).
- Mediazione tattica: l'uso del concetto di "transizione" per sviluppare la flessibilità esigente di ICAN, proponendo un approccio che non neghi la realtà della deterrenza, ma la "metta in sicurezza" per svuotarla gradualmente.
2. Cosa esiste nei documenti ufficiali (Il contesto)
Nei documenti dell'ONU o della NAC, per quello che è a mia conoscenza, non si troverà un protocollo denominato formalmente "Transizione sicura" con le nostre specifiche, ma una terminologia che possiamo sintetizzare in queste formule:
- "Effective measures" (Misure efficaci): è il termine tecnico dell'Articolo VI del TNP. La "transizione sicura" potrebbe rappresentarne una declinazione concreta.
- "Risk reduction" (Riduzione del rischio): questo è il termine più vicino nel linguaggio diplomatico attuale (usato molto da Svezia, Svizzera e NAC). Tuttavia, la "riduzione del rischio" è spesso vista come fine a se stessa; i Disarmisti esigenti invece la legano indissolubilmente alla transizione verso l'illegalità totale (TPNW).
- "Step-by-step approach" vs "Building blocks": sono le due grandi scuole del disarmo. La proposta di "transizione sicura" cerca di superare questa dicotomia, unendo il pragmatismo dei passi (NFU) alla meta finale obbligatoria (TPNW).
3. La metafora della "nave e del porto"
La metafora del "TPNW come porto e non come unica nave" è un contributo originale che non appartiene al gergo burocratico dell'ONU. Nei palazzi di vetro si parla di "complementarietà" o "mutuo rinforzo" (mutual reinforcement), ma l'immagine del porto e delle navi potrebbe essere un'efficace innovazione retorica dei Disarmisti Esigenti per spiegare la flessibilità necessaria alla società civile.
Perché questa distinzione ha la sua importanza per noi?
Nel presentare il Working Paper, possiamo - credo - rivendicare con orgoglio questa impostazione:
- Se diciamo che è un concetto nuovo, attiriamo l'attenzione dei diplomatici stanchi dei soliti cliché.
- Possiamo presentarlo come una proposta di sintesi capace di sbloccare il dialogo tra gli Stati del TPNW (i "puri") e gli Stati della "condivisione nucleare" (come l'Italia), offrendo a questi ultimi una via d'uscita onorevole e, appunto, sicura.
In sintesi: La "Transizione sicura" è un neologismo politico che potrebbe risultare estremamente utile. Si appoggia su pilastri noti (NFU, NAC, Art. VI), ma li assembla in un'architettura strategica che prima non c'era, specificamente disegnata per tentare di superare lo stallo della Conferenza di Revisione del 2026.
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APPENDICE: L'ABBASSAMENTO DELLA SOGLIA ATOMICA. COLLEGAMENTO TRA FIRST STRIKE GLOBALE E FIRST USE LOCALE
Il collegamento tra la vulnerabilità tecnologica della deterrenza e l'abbassamento della soglia nucleare è uno dei punti più caldi della critica strategica contemporanea. Il ragionamento si snoda lungo un passaggio logico che va dalla "crisi della parità" alla "normalizzazione" dell'arma nucleare in conflitti asimmetrici.
Ecco come questi concetti si connettono in una critica strutturata:
1. Il fallimento della "Distruzione Mutua Assicurata" (MAD)
Tradizionalmente, la deterrenza si basa sulla certezza del Secondo Colpo: se mi attacchi, io rispondo e ti distruggo. Tuttavia, l'evoluzione dei sistemi di difesa antimissile e dei sensori satellitari alimenta l'idea del Primo Colpo Globale.
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L'illusione dell'invulnerabilità: Se una grande potenza crede di poter intercettare i vettori nemici (grazie a scudi spaziali o attacchi cyber), la paura della ritorsione svanisce.
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La spinta al "Decapitation Strike": In questo scenario, l'arma nucleare non serve più a evitare la guerra, ma a vincerla preventivamente, neutralizzando l'arsenale nemico prima che decolli.
2. Il passaggio dal Globale al Locale (Lo Step-by-Step)
Quando la logica del "primo colpo" viene sdoganata a livello dottrinale, si produce un effetto a cascata (o escalation ladder). Se l'arma nucleare è vista come uno strumento "utilizzabile" e non solo "deterrente", la sua applicazione scivola verso i conflitti regionali.
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Dottrina "Escalate to De-escalate": Molte critiche sottolineano come le grandi potenze stiano integrando armi nucleari tattiche (di piccola potenza) per risolvere conflitti locali contro avversari convenzionali.
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L'asimmetria come laboratorio: Usare una testata a basso potenziale contro un nemico non nucleare viene prospettato come un "messaggio" per terrorizzare l'avversario e forzare la resa senza scatenare un conflitto globale.
3. Il nesso critico: La "Convenzionalizzazione" dell'Atomica
Il legame finale tra i due concetti risiede nella rimozione del tabù.
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Tecnologia: Poiché i vettori sono intercettabili, le potenze investono in missili ipersonici e testate tattiche più "precise" e "pulite".
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Logica: Se l'arma diventa precisa e "limitata", smette di essere lo strumento del giudizio universale e diventa un'opzione tattica.
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Conseguenza: Questo porta a ipotizzare il primo uso contro attori non nucleari per "congelare" un conflitto locale a proprio favore, contando sul fatto che le altre grandi potenze non rischieranno l'apocalisse per difendere un alleato minore.
Sintesi della critica
La critica sostiene che la convinzione di poter gestire o intercettare un attacco nucleare (logica del primo colpo) stia trasformando l'arma atomica da strumento di pace forzata a strumento di coercizione politica.
In questo scenario, lo "step by step" non è altro che l'erosione graduale della distinzione tra guerra convenzionale e nucleare: si inizia con l'intercettazione dei vettori, si passa alle testate tattiche in teatri locali, e si finisce per considerare l'atomica come un'estensione dell'artiglieria pesante.
Nota: Molti analisti definiscono questo fenomeno "abbassamento della soglia nucleare", dove il rischio non è più solo l'olocausto globale, ma l'accettazione del "piccolo" fungo atomico come risolutore di crisi regionali.

