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sei per la pace sei per mille

Continua la campagna "Sei per la pace, sei per mille"

28 gennaio 2023

Care/i tutte/i che avete risposto all’appello “Sei per la pace sei per mille”,

sono ormai passati tre mesi dal lancio del nostro appello e ci pare giusto ricontattarvi per dirvi cosa abbiamo maturato nel frattempo.

Purtroppo le adesioni non sono state molto alte (circa 500), sicuramente per la nostra debolezza organizzativa. Ciò non di meno ci pare comunque un segnale incoraggiante: in questo momento così drammatico dove i rischi di terza guerra mondiale e di conflitto nucleare sono possibilità concrete, ogni manifestazione di pensiero critico e di volontà controcorrente ci pare non solo importante, ma da valorizzare e rafforzare.

Sappiamo anche che la nostra proposta di “resistenza fiscale” presenta imperfezioni e criticità, per questo abbiamo continuato ad interrogarci sulle vie da seguire per renderla più efficace e concretizzabile. In particolare abbiamo interloquito con Francesco Pallante, costituzionalista, che ci ha offerto un ventaglio più ampio di iniziative possibili.
Ed ecco la nostra proposta: ci piacerebbe organizzare un incontro con tutte/i voi, sia per raccogliere le vostre opinioni sulla nostra proposta, sia per permettervi di ascoltare direttamente le considerazioni del prof. Pallante, che inviteremmo, sia per valutare come migliorare la proposta alla luce di quanto ascolteremo.
In un primo momento avevamo pensato ad un incontro in presenza, ma spostarsi è sempre un problema, per cui saremmo più orientati ad un incontro on line. A seconda del numero dei partecipanti dobbiamo scegliere la piattaforma più adeguata, per cui vi saremmo grati se ognuno di voi volesse comunicare la propria disponibilità di massima a partecipare.

Potete rispondere direttamente a questo messaggio.
Un caro saluto

Giuseppe Paschetto, Luciano Benini, Francesco Gesualdi, Alex Zanotelli, Rocco Artifoni, Alfonso Navarra

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Lettera per il FATTO QUOTIDIANO

Il governo, con l'appoggio del Parlamento ad eccezione di M5S, Verdi e SI, continua con l'invio di armi all'Ucraina. Le forze politiche accettano la pratica di elenchi secretati di armi tra cui potrebbero anche rientrare armi offensive, ammesso che il confine tra armi difensive e offensive sia così chiaro. Il tutto in spregio all'art. 11 della Costituzione e della legge del 1990 contro l'invio di armi a Paesi belligeranti.

È noto che la maggioranza degli italiani non è d'accordo e quindi il Parlamento non è rappresentativo della volontà di pace del popolo. Il governo se ne fa un baffo di sondaggi e manifestazioni. Potrà ancora restare indifferente quando gli italiani sceglieranno di destinare una quota parte delle proprie tasse per istituire la difesa civile, non armata e nonviolenta infinitamente più efficace e men onerosa di quella armata? Potrà fare spallucce quando decideranno di destinare una percentuale delle proprie tasse alla sanità al collasso invece che per acquistare armi? Potrà fregarsene dei cittadini che chiedano di provvedere agli investimenti costituzionalmente fondamentali invece che spendere per fini costituzionalmente vietati ?
Aderite alla campagna sei per la pace sei per mille per l'opzione fiscale sulla piattaforma Peacelink.

 

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Lun 2 Gen 2023, 18:50
Subject: Buon anno

 

Carissimi sperando che sia davvero un anno di pace quello appena iniziato, occorre purtroppo prendere atto che il focherello della nostra iniziativa si è quasi del tutto spento. Pochissime le adesioni nelle ultime settimane. Vi farò poi avere un quadro più chiaro.

A questo punto mi pare evidente che si tratti di attendere le decisioni della Rete pace e disarmo con la quale come sappiamo i rapporti non sono stati facili fin dall'inizio. Aspettiamo quindi notizie da Luciano.
Le braci comunque sono ancora calde per cui non è detto che non si possa ripartire nelle prossime settimane.
Certo non è possibile che I cittadini assistano inerti allo scempio della pace e della civile convivenza, allo sperpero di energie finanziarie, umane e ambientali, al sempre più pressante rischio di disastro nucleare (sia militare che civile) in un quadro grave come raramente si è verificato dal 1945 in poi.
Un  caro saluto
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Lorenzo Scaramellini - 1 dic 2022

Cari amici,

come concordato al termine del nostro precedente incontro, mercoledì scorso - d’accordo con Luciano - ho inviato a Francesco Vignarca un messaggio WA con cui gli chiedevo un incontro a 3-4 (Luciano, Francesco, il sottoscritto ed eventualmente Mao) con 2 obiettivi:

1)      riprendere e possibilmente sviluppare consensualmente la Campagna del 6 per mille in collaborazione con la Rete Italiana Pace e Disarmo;

2)      concretizzare l’auspicata collaborazione con l’accesso, da parte nostra, dell’indirizzario delle 500 (?) associazioni aderenti alla manifestazione di Roma del 5 novembre per invitarle a contribuire alla messa a punto della Campagna

Il mio messaggio è partito alle 16.03 di mercoledì 23 e Francesco, alle 16.08, mi ha risposto: “Lorenzo perdonami ma ti sembra una richiesta seria?”. Quello che è seguito via WA e via mail (come qualcuno di voi ha già letto), mi pare non lasci alcun dubbio: RIPD, o quantomeno Francesco e Mao, ritengono la Campagna per il 6 mille “sbagliata e controproducente” (riporto testualmente).

Non solo: Francesco e Mao hanno inviato, a me e non solo, le comunicazioni intercorse nei mesi scorsi con Francuccio, Giuseppe e Luciano, con le quali argomentavano ampiamente le loro perplessità e la loro decisione di NON sostenere il lancio di una Campagna sul 6 per mille. Se chi non le ha ricevute volesse averne copia... penso si possa fare, previo consenso degli autori.

Personalmente mi sono fatto l'idea che NON ci siano spazi di ripensamento e che, anzi, i passaggi più recenti, abbiano provocato ulteriore allontanamento: mi riferisco agli interventi di don Ciotti a Piazza S.Giovanni (il 5 novembre- ndr) e in apertura della sua intervista a La7 dentro “Propaganda live” del 18 novembre u.s..

Stando così le cose, come anticipato a Luciano, io mi fermo e aspetto i prossimi sviluppi della Campagna “Un’altra difesa è possibile” per capire come contribuire evitando scontri “muscolari” dentro la stessa area nonviolenta. Far passare una legge che dia centralità alla Difesa Nonviolenta è già simile a scalare una montagna: attrezziamoci di conseguenza.

Mi permetto tuttavia di aggiungere una piccola proposta personale, tutta da valutare, evidentemente.

Partecipando alle recenti iniziative di Europe for Peace e osservando (da “amico della nonviolenza” e da “obiettore alla guerra”) le attività di RIPD e la Campagna “Un’altra difesa è possibile”, mi sembra di notare un deficit di… azione diretta, di proposte che consentano a tutt* di offrire un contributo forte all’uscita dalla guerra.

Europe for Peace ha assunto l’obiettivo/auspicio della trattativa per porre fine alla guerra in Ucraina: augurabile, ovviamente, ma davvero pensiamo che la diplomazia sia la soluzione e coincida con la proposta politica e culturale della nonviolenza? E poi, non restiamo sostanzialmente spettatori?

“Un’altra difesa è possibile”, superata la raccolta di firme (di qualche anno fa!), ha imboccato (sbaglio?) un percorso istituzionale che, di nuovo (escludendo pochissime persone di RIPD), riserva a tutt* noi un sostanziale ruolo di spettatori.

Partendo dal mio riferimento culturale/politico che resta, come dicevo, quello dell’obiezione di coscienza, pensavo al 6 per mille come strumento utilizzabile qui e ora, da tutt*, popolare. Restando in questa prospettiva, ecco dunque la mia personale proposta:

sostenere annualmente la Campagna “Un’altra difesa è possibile” (dotata di un IBAN) attraverso il 5 per mille riservando i fondi raccolti alla Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta;

i fondi raccolti, analogamente a quanto accadeva con la vecchia Campagna di Obiezione Fiscale (poi diventata OSM), vengano offerti in prima istanza a un interlocutore politico istituzionale (es.il Dipartimento per le Politiche Giovanili, già coinvolto su DCNANV, Corpi Civili di Pace ecc.)

in seconda battuta (o qualora si ritenga insoddisfacente l’uso istituzionale) si offrano a chi promuove, già oggi, interventi civili di pace. Penso a Un Ponte per…, alla Papa Giovanni, alle carovane stopthewarnow, al MEAN…

In questo modo, avremmo la possibilità di attivare, almeno annualmente, i territori invitandoli a contribuire a un percorso politico condiviso, di contarci, di diffondere la prospettiva della DCNANV a un pubblico sempre più largo con un lavoro divulgativo che (come già dicevo tempo fa a Francesco e a Mao) ritengo un’assoluta priorità se vogliamo che il modello di difesa (nonviolento) entri nel dibattito pubblico, arrivi al cittadino medio e non sia più appannaggio di pochissimi, sconosciuto ai più. Aggiungo che, in questo senso (come suggeritomi da Francesco), ho dato da tempo la mia disponibilità al gruppo “educazione alla pace” di RIPD ma… non ho più avuto riscontri dal suo coordinatore Maurizio Simoncelli. Non servono divulgatori della nonviolenza, da formare adeguatamente e da utilizzare sui territori?

Per quel poco che può contare, offro la mia disponibilità a seguire gli sviluppi della Campagna "Un'altra difesa è possibile" e a contribuire a un percorso che vada nella direzione riassunta nella mia proposta

Buon lavoro a tutt*
Lorenzo (Scaramellini)
347 5176733
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Risposta di Giuseppe Paschetto a Scaramellini

caro Lorenzo la tua mail del 1 dicembre mi era sfuggita. La seconda parte propositiva mi pare interessante e devo pensarci su e anche discuterne nel gruppo. La prima parte mi conferma la rigidità di Mao Valpiana e Francesco Vignarca nell'approccio alla proposta del sei per mille.

Anche lo stile comunicativo mi convince poco. All'ironia del "ma ti pare una richiesta seria?" si potrebbe facilmente contrapporre "ma ti sembra una proposta realistica andare a chiedere a Crosetto e company di mettere in agenda la difesa nonviolenta?". La via legislativa non ha registrato progressi apprezzabili dal 2014 potendo contare se non su coalizioni amiche almeno su condizioni più favorevoli. Come potrebbe ora?
E' proprio per questo che è nata in estate la nostra proposta, per cercare di agire subito e anche per appoggiare la campagna. Solo una vasta adesione di massa (quel 70% contrario alla guerra e al riarmo) realisticamente potrebbe smuovere dal basso la sensibilità del governo e del parlamento.
Abbiamo però detto chiaramente che il nostro era un tentativo, di un gruppo di poche persone di buona volontà, animata da buoni propositi, ma senza grandi mezzi e soprattutto con la dichiarata intenzione di supportare la campagna di RIPD che ora per bocca di Francesco e Mao (o forse solo per loro personale iniziativa" definisce ciò che abbiamo lanciato il 2 novembre "sbagliata e controproducente".
 La metafora di Francuccio è efficace "Abbiamo cercato di accendere un fuoco, se poi il fuoco non si accende pazienza". E' chiaro che avevamo a disposizione solo un fiammifero e non un lanciafiamme e se poi qualcuno invece di ravvivarlo il fuoco ci soffia sopra e ci butta acqua e occulta la legna, allora è davvero dura.
Un caro saluto
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Campagna: Sei per la Pace, Sei per Mille
Campagna di cittadinanza attiva per pace e disarmo
L’alternativa della difesa popolare nonviolenta

È venuta l’ora di manifestare concretamente la nostra contrarietà alla politica degli armamenti anche attraverso la via fiscale in modo da sottrarre risorse all’apparato militare.

Nel 1991, dopo la prima guerra del Golfo, 10.000 cittadini praticarono l’obiezione fiscale alle spese militari. Ora proponiamo una nuova forma di mobilitazione
finalizzata al tempo stesso a ridurre le spese militari e a spingere verso una nuova forma di difesa civile non armata e nonviolenta. Una formulazione tra l’altro già presente nella legislazione italiana allorché nel 1998 la legge 230 istituì l’Ufficio nazionale per il servizio civile, anche col compito di “predisporre forme di ricerca e sperimentazione di difesa civile non armata e nonviolenta”.

In questi anni, tramite la Campagna “Un’altra difesa è possibile”, varie organizzazioni hanno presentato una proposta di legge per l’“Istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”, che tra l’altro prevede la possibilità per i contribuenti di esprimere la propria preferenza per la difesa non armata, destinando al previsto Dipartimento il sei per mille della propria
imposta IRPEF.

La pace non può aspettare

La nostra vuole essere una risposta concreta ad una situazione di crisi.
La risposta data dall’Occidente all’aggressione russa all’Ucraina si sta rivelando profondamente sbagliata e pericolosa. L’invio di armi all’Ucraina da parte della NATO, di fatto parte belligerante della guerra ibrida in atto, sta contribuendo solo al prolungamento della scia di morte e distruzione del Paese. Nello stesso tempo la corsa
al riarmo degli USA e dei Paesi europei, unitamente allo schieramento di truppe ai confini orientali europei, costituisce un pericolo mortale per la pace del mondo. E mentre le popolazioni europee si trovano in una crisi energetica ed economica senza precedenti, si fa sempre più concreto il rischio del disastro nucleare.
Nonostante i sondaggi dimostrino che i cittadini italiani siano contrari alla risoluzione dei conflitti per mezzo delle armi, il governo prosegue lungo la pericolosa strada imboccata, violando di fatto l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.
Altrettanto grave è la prospettiva di aumentare le spese militari al 2% del Pil, perché ogni euro speso in armi è un euro in meno per i bisogni dell’umanità. I nostri veri nemici sono la povertà, la disoccupazione, il degrado scolastico, la malasanità, la crisi climatica, il degrado ambientale, l’evasione fiscale. Le risorse che forniamo allo
stato devono servire per risolvere questi problemi non per alimentare i conflitti tra gli Stati e le fabbriche d’armi.

L’opzione fiscale come forma di pressione
Per manifestare la nostra contrarietà alle armi, proponiamo di agire come se l’opzione fiscale fosse già realtà, versando il 6 per mille dell’imposta IRPEF per la difesa civile non armata e non violenta. Per questo chiamiamo la nostra campagna “Sei per la pace, sei per mille”. Una scelta che proponiamo di accompagnare con l’attuazione di ogni altra iniziativa individuale e collettiva utile ad indurre Governo e Parlamento ad intraprendere politiche di disarmo e di rafforzamento della difesa civile non armata e non violenta, compresa l’istituzione di un Ministero per la Pace.
Aderisci subito Mentre si stanno definendo i dettagli tecnici della campagna, invitiamo tutti coloro che la condividono, a dare subito la propria adesione riempendo il modulo online.
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  1. SEI PER LA PACE, SEI PER MILLE | Facebook

    https://www.facebook.com/groups/826545515327816

    WebGruppo degli aderenti alla campagna per l'opzione fiscale del 6 per mille per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

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    Liberainformazione Parte da Roma la campagna “Sei per la pace, sei per mille” | Liberainformazione

    Parte da Roma la campagna “Sei per la pace, sei per mille”

    Aderisci:

    Per adesioni: peacelink.it/seipermille

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    INDIRIZZI DA CERCARE PER ADESIONI

CINI, Coordinamento Italiano Ngo Internazionali

Action Aid, CBM, Save the Children Italia, VIS, Plan International, WWF, SOS villaggi dei bambini Italia

 

LINK 2007 

AMREF HEALTH AFRICA, CESVI, CIAI, CISP, COOPI, COSV, ELIS, ICU, INTERSOS, LVIA, MEDICI CON L’AFRICA CUAMM, SOLETERRE, WEWORLD, WORLD FRIENDS

 

Forum Terzo Settore

ACLI | ACSI | ActionAid International Italia Onlus | ADA NAZIONALE | ADICONSUM | AGCI Solidarietà | AGESCI | A.I.A.S. | Ai.Bi. | Aicat | AICS | A.I.D.O. | AISLA | AISM | AMESCI | ANCC-COOP | ANCeSCAO Aps | ANCOS | ANFFAS Onlus | ANMIC | ANMIL Onlus | ANOLF | ANPAS | ANSPI |ANTEAS | AOI | APICI | ARCI | ARCIGAY | ARCIRAGAZZI | ASC Attività Sportive Confederate | ASC Arci Servizio Civile | ASES | ASI | Associazione AMBIENTE E LAVORO | Associazione della Croce Rossa Italiana | Associazione Italiana Sindrome X Fragile | Associazione di promozione sociale Santa Caterina da Siena | Associazione Nazionale Banche del Tempo | Assoutenti | AUSER | AVIS | CAPIT | CdO Opere Sociali | CINI| CITTADINANZATTIVA Onlus | CNCA | CNESC | CNGEI | CNS Libertas | COCIS | COMUNITA’ EMMANUEL | Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia | CSAIn |CSEN | CSI | CTG | EMMAUS ITALIA | ENS | Europa Donna | EVAN | Fairtrade Italia | FEDERAVO Onlus |Federazione Colombofila Italiana | Federconsumatori | Federludo | Federsolidarietà – Confcooperative | FENALC | Fict | FICTUS | FIDAS | FIMIV | FISH | FITeL | FOCSIV | Fondazione Exodus | Forum Nazionale per l’Educazione musicale | IdeAzione – C.I.A.O. | LA GABBIANELLA | LEGACOOPSOCIALI | LEGAMBIENTE | LINK 2007 | MCL – Movimento Cristiano Lavoratori | Movimento Difesa del Cittadino | Mo.VI | MODAVI | Movimento Consumatori| OPES | Parent Project Aps | Polisportive Giovanili Salesiani | PROCIV- ARCI | Salesiani per il sociale APS | SLOW Food |U.S.ACLI | Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti | UILDM Onlus | UISP | Uneba | Uniamo | UNPLI

Fondazione SODALITAS | Comitato Italiano per l’UNICEF

 

La Gabbianella – coordinamento nazionale per il sostegno a distanza

A,B,C, – AGAPE – AID FOR LIFE -AINA – AMICI DEL BRASILE – AMICI DI MANAUS -AREF INTERNATIONAL -ASIA – CESVITEM – CINI ITALIA – COMITATO S.ANDREA AP LABICO –  DIRITTI AL CUORE – ENERGIA PER I DIRITTI UMANI – FAGGIO VALLOMBROSANO – FAI IN SENEGAL -GIALUMA – GOOD SAMARITAN – I SANT’INNOCENTI – MAIS – MALUBA – MANCIKALALU – MOTHER AND CHILD – NAMASTE ONORE A TE – OLTRECENTO – ORE UNDICI – PROGETTO RWANDA – SEMI DI PACE INTERNATIONAL – TININISKA ITALIA – UN PONTE PER…

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